Attentato suicida a Islamabad, almeno dodici morti fuori dal tribunale
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Redazione Esteri
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Un boato ha lacerato la mattina, trasformando una consueta giornata di udienze in una scena di caos e distruzione davanti al tribunale distrettuale G-11 di Islamabad. L'esplosione, di violenta intensità, ha investito l'area esterna dell'edificio, dove si trovavano, oltre ai veicoli delle forze dell'ordine in servizio di vigilanza, numerosi passanti e cittadini in attesa di accedere alle aule. Le fiamme, divampate immediatamente tra le automobili parcheggiate, hanno contribuito a creare un'atmosfera di terrore, con una densa colonna di fumo nero che si è levata sopra il quartiere giudiziario, visibile da gran parte della città.
La dinamica dell'attacco
Secondo le prime, frammentarie ricostruzioni diffuse dai media locali e confermate dalle autorità, la sequenza degli eventi è stata tanto rapida quanto drammatica. Un uomo, identificato come il kamikaze, ha tentato di varcare il cancello principale del complesso giudiziario; bloccato dalla sicurezza, ha quindi innescato il proprio ordigno esplosivo nelle immediate vicinanze di un automezzo della polizia. L'impatto dell'esplosione, concentrato in uno spazio ristretto e affollato, ha amplificato gli effetti distruttivi, causando la maggior parte delle vittime, che, come ha riferito il ministro dell'Interno Mohsin Naqvi recatosi sul posto, sono almeno dodici, mentre i feriti accertati sono ventisette.
Le operazioni di soccorso e l'indagine
Sul luogo della strage, le squadre di emergenza hanno lavorato senza sosta per prestare le prime cure e trasportare i feriti nelle strutture ospedaliere, mentre i vigili del fuoco hanno domato l'incendio scoppiato tra le vetture. Parallelamente, le forze di sicurezza hanno istituito un cordone di isolamento attorno all'edificio, presidiando l'area e avviando le indagini per accertare ogni dettaglio dell'accaduto, dalla composizione dell'esplosivo alle eventuali complicità. Un'operazione, questa, resa ancor più urgente dalla successiva rivendicazione dell'attacco.
La rivendicazione dei talebani
La responsabilità dell'attentato è stata infatti assunta dai talebani, un elemento, questo, che riporta l'attenzione sulla persistente minaccia del terrorismo nel paese. L'obiettivo scelto, un tribunale, simbolo dello Stato di diritto, e la modalità d'attacco, tipica delle formazioni estremiste, delineano un attacco calibrato per massimizzare il numero di vittime e l'impatto psicologico sulla popolazione, colpendo un luogo di ordinaria amministrazione della giustizia. Le autorità, che devono ora fare i conti con un bilancio già grave e destinato forse a peggiorare, si trovano di fronte alla sfida di rispondere a una rinnovata offensiva contro istituzioni e civili.




