Odissea di Nolan incassa 1,1 miliardi: Kojima la recensisce come “qualcosa di più”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Non capita tutti i giorni che un film, dopo appena quattro weekend di programmazione, riesca a riscrivere i parametri del successo del suo stesso regista; eppure è proprio ciò che sta accadendo con Odissea, il kolossal epico di Christopher Nolan che, con il suo prossimo traguardo di 1,1 miliardi di dollari incassati a livello mondiale, ha ufficialmente scalzato Il cavaliere oscuro – Il ritorno dalla vetta dei record personali del cineasta anglo-americano.
A certificare il dato è stata la Universal in una nota ufficiale indirizzata alla stampa, confermando che il film con Matt Damon ha superato ogni precedente risultato commerciale del regista, un'impresa che assume contorni ancora più significativi se si considera che il predecessore da battere, il capitolo conclusivo della trilogia di Batman, rappresentava fino a ieri l'apice assoluto di una carriera costellata di capolavori di genere e di pubblico.
Il record che cambia la prospettiva
Per molti cineasti, il miliardo di dollari al botteghino costituisce un traguardo da inseguire per una vita intera, e spesso rimane un miraggio; per Nolan, invece, quel miliardo si è rivelato niente più che un trampolino di lancio, un punto di partenza per innescare una competizione tutta interna alla sua stessa filmografia.
La cifra di 1,1 miliardi di dollari, infatti, è destinata a crescere ulteriormente con l'avanzare delle settimane e con l'arrivo del film sui mercati internazionali, dove la distribuzione in formato 70mm IMAX ha giocato un ruolo decisivo nell'attrarre quel pubblico di appassionati che cerca un'esperienza immersiva e totalizzante.
E in effetti, a confermare l'impatto sensoriale e spettacolare dell'opera, ci ha pensato un osservatore d'eccezione come Hideo Kojima, il celebre game designer giapponese dietro saghe come Metal Gear Solid e Death Stranding, che ha voluto condividere la propria reazione a caldo dopo la visione in pellicola 70mm.
La riflessione di Hideo Kojima
Sul suo profilo X, Kojima – noto per la sua sconfinata passione per la settima arte, tanto che i suoi videogiochi vengono spesso descritti come esperienze cinematografiche interattive – ha pubblicato una lunga riflessione che ha subito fatto il giro della rete, nella quale ha definito Odissea come qualcosa che va oltre la normale fruizione cinematografica.
Il direttore della fotografia Hoyte van Hoytema, già collaboratore di Nolan in Tenet e in Oppenheimer, viene citato in particolare per la capacità di plasmare la luce e lo spazio in modo tale che lo spettatore non si limiti a guardare, ma venga letteralmente trasportato all'interno del racconto omerico, rivissuto attraverso una chiave contemporanea e mai così fisica.
Kojima ha sottolineato come l'uso del formato 70mm IMAX non sia un semplice vezzo tecnico, ma un elemento narrativo che altera la percezione del tempo e del movimento, restituendo all'epica antica una dimensione quasi tattile che il digitale, per quanto avanzato, difficilmente potrebbe eguagliare.
Le riprese a Favignana e il racconto di un comparsa
Parte del fascino del film risiede anche nelle scelte produttive che hanno portato la troupe a girare per settimane a Favignana, l'isola delle Egadi che nel kolossal di Nolan è stata chiamata a impersonare Itaca, la patria di Ulisse, e che per le lunghe giornate di lavorazione si è trasformata in un set a cielo aperto capace di trasmettere emozioni indelebili a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di parteciparvi.
Tra questi, abbiamo incontrato Mirko Bonanno, uno dei dodici palermitani selezionati per prendere parte alle riprese, che ha raccontato l'atmosfera surreale di un'isola diventata teatro di una delle produzioni più ambiziose del decennio; le sue parole restituiscono il clima di entusiasmo e di dedizione che ha accompagnato le riprese, dove la maestosità dei paesaggi siciliani si è fusa con la visione registica di Nolan, il quale ha curato ogni minimo dettaglio per restituire la grandezza di un mito senza tempo.
Lo sguardo tecnico e la corsa al box office
Mentre il film continua a macinare incassi e la critica si interroga sulle ragioni di un successo che mescola sapientemente intrattenimento di massa e ambizione autoriale, la riflessione di Kojima aggiunge un tassello interessante al dibattito sulla natura del cinema contemporaneo, dove la tecnologia diventa sempre più un'estensione della poetica del regista e non un fine a sé stessa.
Nolan, del resto, ha già dimostrato in passato di saper usare il formato IMAX come un vero e proprio personaggio narrativo, capace di dilatare lo spazio e di immergere lo spettatore in un flusso visivo che trascende la semplice narrazione; con Odissea, però, ha compiuto un ulteriore scatto, sfidando le aspettative commerciali e vincendo su un fronte – quello del botteghino – che per molti colleghi rappresenta una corsa a ostacoli, mentre per lui è ormai diventato un territorio abituale da esplorare e ridefinire a ogni nuovo progetto.
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