Tragedia a Codogno, chef 49enne muore schiacciato da un tir nel piazzale dell’IperFamila

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una vicenda tragica e dalle tinte cupe ha scosso la cittadina di Codogno, nel Lodigiano, dove un uomo di 49 anni, Cristian Fanzola, cuoco piacentino, ha perso la vita nelle prime ore di martedì 4 agosto. Il corpo senza vita del professionista è stato ritrovato all'interno dell'area riservata alla logistica e al carico e scarico merci che sorge alle spalle del noto supermercato IperFamila, in via Marconi, a due passi dal nosocomio locale.

Il tragico risveglio della città è coinciso con il ritrovamento e con l'arrivo dei carabinieri della Compagnia di Codogno, che si sono immediatamente messi al lavoro per ricostruire l'esatta dinamica, sebbene i contorni della vicenda appaiano già profondamente segnati da una concatenazione di eventi particolarmente sfortunati.

Il dramma nella notte e i precedenti interventi dei soccorsi

Secondo le primissime informazioni raccolte dalle forze dell'ordine, Fanzola si trovava in uno stato di forte agitazione e confusione mentale da alcuni giorni, tanto che già nella giornata di lunedì era stato notato vagare senza meta per le strade di Codogno. I carabinieri lo avevano intercettato in precedenza e, viste le sue condizioni, era scattata la procedura di soccorso; i sanitari del 118 erano così intervenuti per ben due volte, trasportandolo al vicino pronto soccorso dell'ospedale cittadino per gli accertamenti del caso.

La struttura sanitaria, che dista meno di duecento metri dal piazzale dello IperFamila, lo aveva accolto e medicato, ma a un certo punto, probabilmente nel tardo pomeriggio o in serata, il 49enne aveva scelto di allontanarsi volontariamente, lasciando il nosocomio senza attendere ulteriori controlli o la dimissione ufficiale.

Un sonno sotto il rimorchio e la manovra fatale

Lasciato l'ospedale e ritrovatosi solo nel buio della notte, con l’ora tarda e le forze probabilmente esaurite, Fanzola si sarebbe diretto verso il piazzale retrostante il supermercato, dove i mezzi pesanti sostano per le operazioni di carico e scarico delle merci. In quella zona, al riparo dagli occhi dei passanti e con il tentativo di trovare un giaciglio, l’uomo si sarebbe addormentato, scegliendo come giaciglio provvisorio lo spazio sotto il rimorchio di un autoarticolato fermo.

Una scelta, questa, che si è rivelata fatale nelle prime luci dell'alba di martedì, quando l'autista del mezzo pesante, ignaro della presenza del corpo inerte sotto le ruote, ha messo in moto e iniziato le manovre per il posizionamento o la partenza, schiacciando mortalmente il 49enne che dormiva nel punto cieco del camion.

Le indagini dei carabinieri per chiarire la dinamica

I carabinieri della compagnia di Codogno, coordinati dall'autorità giudiziaria, hanno subito avviato accertamenti approfonditi per ricostruire l'esatta sequenza degli eventi e per comprendere le ragioni che hanno spinto il cuoco a riparare in quella zona, in un momento della giornata in cui l'oscurità rendeva ogni spostamento pericoloso e le attività logistiche erano ancora in fase di avvio.

Gli inquirenti stanno vagliando le testimonianze del personale del supermercato e dell'autista del tir, rimasto profondamente scosso dall'accaduto, nel tentativo di stabilire esattamente da quanto tempo Fanzola si trovasse nel piazzale e se qualcuno lo avesse notato in precedenza.

La salma è stata trasferita all'obitorio in attesa dell'autopsia, che potrebbe fornire ulteriori dettagli sulle sue condizioni fisiche e sul suo stato di salute al momento del decesso, anche se al momento non si ipotizzano responsabilità penali dirette nei confronti del conducente, trattandosi di una circostanza tragica e imprevedibile.

Il profilo della vittima e il contesto della struttura

Cristian Fanzola, 49 anni, originario del Piacentino, era un cuoco di professione, e la sua identità è stata resa nota solo dopo il ritrovamento e il riconoscimento da parte dei familiari, avvisati dalle autorità. L'IperFamila di Codogno si trova in una zona strategica della città, a ridosso della viabilità principale e a pochi metri dall'ospedale, un contesto che in queste ore è stato setacciato dai militari per la raccolta di eventuali immagini delle telecamere di sorveglianza.

Resta al centro delle domande degli investigatori il motivo per cui l'uomo abbia lasciato il pronto soccorso in piena notte e perché, dopo essere stato soccorso due volte nella stessa giornata, abbia rifiutato di rimanere in osservazione, preferendo ripararsi sotto il rimorchio di un camion piuttosto che cercare rifugio altrove, in un epilogo che ha sconvolto la comunità e gli operatori del settore sanitario e della logistica.

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