Sgarbi in terapia intensiva al Gemelli: condizioni critiche ma stabili
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Redazione Interno
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Vittorio Sgarbi è ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma per un’insufficienza respiratoria. Il critico d’arte, 74 anni, si trova in ospedale dalla sera di mercoledì 30 settembre e le sue condizioni sono definite «critiche», ma «attualmente stabili» nel bollettino diffuso dalla struttura sanitaria. Il ricovero in rianimazione segna una nuova fase delicata per l’ex deputato ed ex sottosegretario alla Cultura, già alle prese negli ultimi anni con problemi di salute che ne avevano ridotto sensibilmente l’attività pubblica.
Il ricovero al Gemelli e l’insufficienza respiratoria
Il problema che ha determinato il trasferimento nel reparto intensivo è di natura respiratoria. Il Gemelli ha indicato ufficialmente l’insufficienza respiratoria come motivo del ricovero, senza fornire nel bollettino ulteriori particolari clinici sulle cause o sulle terapie praticate. Alcune ricostruzioni giornalistiche hanno associato il peggioramento a un’infezione, ma questo elemento non compare nella comunicazione ufficiale dell’ospedale. La distinzione è importante perché, al momento, il dato medico reso pubblico riguarda il deficit della funzione respiratoria e la necessità di assistenza in un reparto ad alta intensità di cura.
Il ricovero avviene dopo un periodo particolarmente difficile per la salute del critico d’arte. Nel marzo 2025 era stato ospedalizzato al Gemelli per una grave forma depressiva accompagnata da un forte dimagrimento e da difficoltà nell’alimentazione. Dopo le dimissioni aveva proseguito il percorso di recupero e nei mesi successivi era gradualmente tornato alle apparizioni pubbliche. Nel settembre dello stesso anno aveva anche presentato a Roma il libro «Il cielo più vicino. La montagna nell’arte», un appuntamento che aveva segnato il suo ritorno davanti al pubblico dopo la lunga assenza.
Le parole della figlia Evelina e le presenze in ospedale
Il nuovo ricovero ha provocato la dura reazione della figlia Evelina Sgarbi, che ha collegato le attuali condizioni del padre alla fitta serie di impegni affrontati nei mesi precedenti. «Colpa di chi lo ha esibito tutta l’estate» è l’accusa attribuita alla figlia, che aveva già espresso pubblicamente preoccupazione per la salute del padre e per la ripresa dell’attività dopo il precedente periodo di malattia. Le sue parole introducono un elemento familiare nella vicenda, distinto però dal bollettino medico: il Gemelli non ha stabilito pubblicamente un rapporto tra gli impegni estivi e l’insufficienza respiratoria che ha determinato il ricovero.
Accanto al critico d’arte si trova Sabrina Colle, sua compagna da molti anni. Familiari e collaboratori hanno raggiunto l’ospedale e attendono i turni di visita nella sala d’aspetto dell’area di Rianimazione e Terapia intensiva. Il reparto è diretto da Massimo Antonelli, professore ordinario di Anestesiologia e Rianimazione dell’Università Cattolica e direttore del Dipartimento di Scienze dell’emergenza, anestesiologiche e della rianimazione del Policlinico romano.
Dalla malattia del 2025 al ritorno agli impegni pubblici
Il precedente ricovero aveva segnato una cesura profonda nella vita pubblica di Sgarbi. In quel periodo aveva raccontato personalmente la depressione, la perdita di peso e la difficoltà di alimentarsi, descrivendo una condizione che lo aveva costretto a interrompere gran parte delle consuete attività. Nel corso del recupero aveva ripreso progressivamente a partecipare a eventi culturali e presentazioni, tornando a occuparsi direttamente di arte e libri. La nuova ospedalizzazione interviene dunque dopo una fase nella quale aveva ricominciato a comparire con maggiore frequenza in pubblico.
La carriera istituzionale del critico d’arte comprende numerosi incarichi politici e amministrativi. Nell’attuale legislatura aveva ricoperto la carica di sottosegretario alla Cultura, incarico dal quale si era dimesso nel febbraio 2024. È stato più volte parlamentare e sindaco in diversi Comuni, affiancando per decenni l’attività politica a quella di storico e divulgatore dell’arte, con una presenza costante in televisione, nelle mostre e negli eventi culturali.
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