Vittorio Sgarbi ricoverato al Gemelli: è stabile e vigile in terapia intensiva

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Vittorio Sgarbi è ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Gemelli di Roma e le sue condizioni vengono indicate come stabili e vigili. Il critico d’arte, 74 anni, è arrivato nella struttura romana dopo una grave insufficienza respiratoria e sta proseguendo il percorso di cura sotto monitoraggio medico.

Il ricovero e l’aggiornamento sulle condizioni di salute

Il ricovero è iniziato nei giorni scorsi al reparto di terapia intensiva del Gemelli, dove Sgarbi è stato trasferito a causa del problema respiratorio che aveva richiesto un intervento ospedaliero. Il quadro clinico è stato definito critico ma stabile nel primo bollettino diffuso dalla struttura sanitaria, mentre gli aggiornamenti successivi hanno confermato la prosecuzione delle terapie.

La notizia dello stato di salute del critico d’arte è stata accompagnata dall’indicazione che il paziente è vigile, elemento che descrive una condizione di coscienza durante il ricovero. Il personale sanitario continua a seguire l’evoluzione clinica all’interno del reparto specializzato, destinato ai pazienti che necessitano di sorveglianza costante.

Il racconto della compagna sulle ore prima dell’arrivo in ospedale

La compagna Sabrina Colle ha raccontato le ore precedenti al trasferimento al Gemelli spiegando di essersi accorta che Sgarbi non respirava bene e di aver deciso di portarlo rapidamente in ospedale. Il racconto riguarda la fase in cui sono comparsi i segnali che hanno portato alla necessità del ricovero nella struttura romana.

Accanto al critico d’arte in questi giorni si sono riuniti familiari e persone a lui vicine. Tra loro figurano la compagna, la sorella Elisabetta con Eugenio Lio e la figlia Evelina, arrivata al Gemelli insieme all’avvocato Iacobbi.

Le dichiarazioni della famiglia dopo il ricovero

Barbara Hary, madre di Evelina Sgarbi, ha commentato la situazione sostenendo che alcune ricostruzioni pubbliche abbiano distolto l’attenzione dalle responsabilità che, a suo giudizio, sarebbero legate alle condizioni attuali del critico d’arte. Le sue dichiarazioni sono arrivate mentre continuavano gli aggiornamenti sul ricovero e sulle terapie in corso.

Nei mesi precedenti Sgarbi aveva già affrontato problemi di salute che avevano portato a un precedente ricovero nello stesso ospedale romano. Nel marzo 2025 era stato seguito al Gemelli per una profonda sindrome depressiva, dopo un periodo caratterizzato da isolamento e difficoltà nell’alimentazione.

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