West Nile, allerta in Emilia-Romagna: campioni positivi in sei province e ordinanza a Imola
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Redazione Salute
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La diffusione del virus West Nile in Emilia-Romagna si conferma più estesa di quanto si potesse immaginare all'inizio della stagione estiva; i test condotti nell'ambito del sistema di sorveglianza entomologica regionale hanno infatti restituito esiti positivi in sei province su nove, con l'unica area che per il momento sembra essere risparmiata dalla circolazione virale tra gli insetti rappresentata dalla Romagna, sebbene la situazione resti monitorata con costanza dagli addetti ai lavori.
Il dato, emerso già dalla metà di giugno, ha spinto il Servizio sanitario dell'Emilia-Romagna a innalzare il livello di attenzione, sebbene allo stato attuale non si registrino casi di infezione nell'uomo: ciò che preoccupa gli esperti, in realtà, è la prevedibile evoluzione nelle prossime settimane, quando non si esclude la comparsa di forme gravi della malattia, considerando che il virus circola ormai in maniera endemica stabilmente presente sul territorio regionale.
Il quadro epidemiologico e il livello di rischio regionale
La rilevazione dei campioni positivi nelle zanzare, che rappresenta un indicatore precoce della circolazione virale, ha riguardato tutte le province emiliane eccetto appunto quelle romagnole; si tratta di un segnale che, sebbene non inatteso per una regione che ha ormai familiarità con il West Nile, impone una riflessione sulle misure di prevenzione e sulla prontezza del sistema sanitario nell'identificare tempestivamente eventuali casi umani.
Va precisato che la circolazione endemica, cioè stabilmente presente nel territorio, non significa di per sé un'allarme epidemico, ma piuttosto una condizione di costante sorveglianza: il Piano regionale arbovirosi, che prevede specifici protocolli di monitoraggio entomologico e sanitario, ha attivato il livello di rischio 2 in conseguenza di questi riscontri, e tale innalzamento ha già prodotto i primi effetti sul piano operativo, come dimostra l'ordinanza firmata dal sindaco di Imola Marco Panieri.
L'ordinanza del Comune di Imola: trattamenti obbligatori per eventi serali
Proprio a Imola, come reso noto dal Comune stesso, il primo cittadino ha adottato un provvedimento che introduce misure straordinarie di prevenzione, destinate a rimanere in vigore fino al 31 ottobre: l'ordinanza, che si aggiunge alle normali attività di disinfestazione larvicida già in corso sul territorio pubblico, stabilisce in particolare l'obbligo di effettuare trattamenti adulticidi per tutte le manifestazioni all'aperto che si svolgono in orario serale e che prevedono una partecipazione numerosa di pubblico, con l'obiettivo dichiarato di garantire la massima sicurezza dei cittadini durante i mesi estivi, quando il rischio di esposizione alle punture di zanzara aumenta considerevolmente. Il provvedimento, spiega la nota ufficiale, integra le misure ordinarie già attive e risponde alle segnalazioni giunte dalla Regione, che aveva evidenziato la presenza del virus in alcune trappole posizionate nell'area compresa tra le province di Ferrara e Bologna, un dato che ha consigliato un approccio prudenziale anche per gli eventi organizzati nel territorio imolese.
Le implicazioni per la prevenzione e il monitoraggio sanitario
La decisione di imporre trattamenti adulticidi per le manifestazioni serali, va detto, rappresenta una misura di contenimento mirata e non una disinfestazione generalizzata, e si inserisce in un quadro più ampio di azioni coordinate tra i diversi livelli istituzionali, dal Servizio sanitario regionale ai singoli Comuni, che hanno il compito di attuare le direttive del Piano arbovirosi adattandole alle specificità dei propri territori.
La sorveglianza sanitaria, per ora, non ha registrato casi umani di infezione da West Nile, e questo dato rassicura relativamente, ma i responsabili della prevenzione sanno bene che la presenza del virus nelle zanzare rappresenta un campanello d'allarme che non può essere ignorato, soprattutto in considerazione delle possibili complicanze neurologiche che la malattia può determinare nelle persone più vulnerabili, come gli anziani o i soggetti con patologie croniche preesistenti.
La scelta di Imola, pertanto, potrebbe fare da apripista per altri Comuni della regione, anche se per ora non risultano provvedimenti analoghi in altre città; quel che è certo è che l'attenzione resta massima e che le prossime settimane saranno decisive per valutare l'evoluzione della circolazione virale e l'efficacia delle misure adottate.




