Campari, titolo in caduta dopo il maxisequestro della Finanza per la fusione Alicros-Lagfin

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La procura di Monza e la Guardia di Finanza di Milano hanno messo sotto la lente d’ingrandimento un’operazione societaria, che alcuni osservatori hanno definito “furbetta”, tra le holding Alicros e Lagfin, la quale controlla il noto gruppo Campari. L’indagine, che si concentra su una presunta evasione fiscale di proporzioni colossali, stimata in circa 1,2 miliardi di euro, ha portato a un sequestro preventivo di azioni del medesimo valore, un provvedimento che ha immediatamente scosso la fiducia degli investitori. La vicenda giudiziaria, che affonda le sue radici nella complessa transazione, ha avuto un impatto immediato e tangibile sul listino di Piazza Affari, dove il titolo Campari ha registrato un sensibile calo, toccando in alcuni momenti una perdita del 3,5 per cento, dimostrando come le azioni delle autorità possano riverberarsi con forza sui mercati finanziari.

Il cuore dell'inchiesta sulla exit tax

Al centro delle attenzioni degli investigatori vi è il mancato versamento della cosiddetta exit tax, un’imposta che si applica in determinate circostanze quando un soggetto economico trasferisce la propria residenza fiscale al di fuori del territorio italiano. La fusione tra Alicros e Lagfin, quest’ultima una holding con sede in Lussemburgo, avrebbe potuto, secondo le ricostruzioni in corso, configurare proprio una di quelle situazioni soggette all’obbligo di pagamento della tassa. La dichiarazione presentata all’epoca dell’operazione è ora sospettata di essere “fraudolenta”, un’ipotesi grave che ha giustificato l’intervento cautelare del ghiaccio sulle partecipazioni, sebbene la holding Lagfin abbia tenuto a precisare che la misura non coinvolge direttamente la società Davide Campari-Milano.

Le ripercussioni immediate in Borsa

L’annuncio del maxisequestro, giunto a mercati ormai chiusi, ha prodotto i suoi effetti al primo successivo giorno di negoziazioni, quando il titolo Campari ha aperto in forte ribasso, arrivando a cedere oltre il 4 per cento nel corso della seduta. Questo tonfo ha fatto da contraltare a un contesto generale di mercato che, invece, si presentava sostanzialmente piatto, con l’indice EuroStoxx 50 in lieve calo e poche altre dinamiche degne di nota, se si escludono i rialzi del petrolio e dell’oro. La performance negativa del gruppo milanese ha quindi rappresentato un caso eclatante e isolato, direttamente riconducibile allo sviluppo giudiziario che ha investito il suo principale azionista.

Il quadro giudiziario e le sue implicazioni

L’inchiesta, che procede senza sosta, non ha al momento coinvolto la governance operativa del gruppo Campari, ma si sta concentrando sulle modalità con cui è stata condotta la fusione tra le due holding. Gli accertamenti della Guardia di Finanza e della procura stanno esaminando nel dettaglio i passaggi che avrebbero dovuto determinare l’applicazione della exit tax, un tributo introdotto per evitare che ingenti plusvalenze, maturate in Italia, sfuggissero al fisco nazionale attraverso il trasferimento della base imponibile in Paesi con regimi fiscali più vantaggiosi. La misura del sequestro, che rappresenta uno strumento di tutela per garantire il eventuale recupero delle somme, segnala la serietà delle accuse e la determinazione degli organi inquirenti nel voler approfondire ogni aspetto della complessa vicenda.

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