Lorena Bianchetti: i retroscena di una carriera fuori dagli schemi nella Rai
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Redazione Cultura e Spettacolo
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In un’intervista che ha riportato il suo nome al centro della discussione, Lorena Bianchetti, volto storico di “A sua immagine”, traccia un bilancio di trentacinque anni di servizio pubblico, svelando scelte controcorrente e difendendo una fede vissuta, come lei stessa la definisce, “con libertà di pensiero”. La giornalista, rispondendo a chi la etichetta con lo stereotipo di “tutta casa, chiesa e Rai”, ribalta il luogo comune con fermezza, ricordando come nulla le sia stato regalato: “Mi sono fatta il mazzo”, afferma, sottolineando un percorso costruito passo dopo passo. La sua professionalità, del resto, si è sempre misurata con un’autonomia di giudizio che l’ha portata a rifiutare proposte lucrative, come quella di quattrocentomila euro per un calendario sexy, offerta che, pur potendo rappresentare una comodità economica, è stata declinata senza esitazione a causa di un carattere fondamentalmente riservato.
L'eleganza come cifra stilistica e una timidezza che detta le regole
La conduttrice, che dalle prime puntate del programma religioso ha scelto un’estetica personale fatta di tubini e braccia scoperte, ricorda come alcune telespettatrici inviarono lettere di protesta, tacciandola di trasformare la donna in oggetto e esortandola a coprirsi. Quelle missive, però, furono respinte al mittente, trovando un inatteso avallo nella stessa CEI, la quale le comunicò, in sostanza, di vestirsi come più le aggradava. Un episodio, questo, che conferma come il suo stile, spesso oggetto di dibattito, sia sempre stato una scelta consapevole e mai provocatoria, dettata piuttosto da una personale idea di eleganza e normalità, lontana da qualsiasi volontà di scandalizzare.
Gli incontri con il pontefice e un imbarazzo diventato virale
Tra gli aneddoti più significativi che emergono dal racconto, spiccano i suoi incontri con quattro papi, esperienze che hanno segnato profondamente la sua traiettoria professionale e umana. In una circostanza, dopo essere stata informata che un’udienza con Papa Francesco era annullata a causa delle sue precarie condizioni di salute, rimase sconvolta nel ricevere, la mattina seguente, una telefonata diretta dal pontefice in persona. Un altro momento, invece, è rimasto particolarmente impresso nell’immaginario collettivo: l’abbraccio, del tutto involontario e frutto di una situazione imbarazzante, con il cardinale Ruini, episodio che la conduttrice rievoca con un certo disagio, ma che serve a umanizzare una figura pubblica spesso osservata attraverso la lente ristretta dei cliché.
Una carriera costruita sul rigore e sulle rinunce
Il rifiuto dell’ingente compenso per il calendario sexy non è un fatto isolato, ma si inserisce in un quadro più ampio di coerenza e di rispetto per la propria immagine, che Bianchetti ha sempre preferito legare al contenuto del proprio lavoro piuttosto che a operazioni di marketing fine a se stesse. Questa scelta, come altre, delinea il profilo di una professionista che ha saputo navigare le acque talvolta complesse della televisione di servizio pubblico senza cedere alle lusinghe più facili, mantenendo saldi dei principi che, pur nella loro apparente semplicità, richiedono spesso una notevole forza di carattere per essere difesi, soprattutto quando implicano dire di no a opportunità economicamente vantaggiose.




