Lorena Bianchetti: il rifiuto da 400mila euro, il mazzo fatto in Rai e una fede personale
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il suo volto, da anni, è associato al racconto del sacro attraverso il rotocalco “A Sua immagine” su Raiuno, ma il percorso di Lorena Bianchetti, che oggi ha 51 anni, si è costruito su una televisione ben più variegata, accanto a figure storiche dello schermo come Corrado e Pippo Baudo. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, la conduttrice ha tracciato un bilancio di trentacinque anni di carriera pubblica, offrendo una riflessione disincantata e al tempo stesso orgogliosa sul proprio lavoro, sulle scelte compiute e sulla dimensione privata della sua fede. Un racconto che, evitando qualsiasi tono agiografico, restituisce l’immagine di una professionista consapevole dei compromessi e delle rinunce che il mestiere impone.
Il no al calendario sexy e il valore del sacrificio
Tra le rivelazioni più significative, emerge il ricordo di un’offerta economica cospicua, pari a quattrocentomila euro, che le fu avanzata nel 2007 per la realizzazione di un calendario di carattere sexy. Una proposta che, nonostante l’indubbio vantaggio finanziario – “avrebbero fatto comodo”, ammette – fu declinata a causa di una riservatezza caratteriale che la stessa Bianchetti definisce come timidezza. Un aneddoto che, più che come una semplice curiosità, si inserisce in una narrazione più ampia sul proprio ruolo: alla facile definizione di “tutta casa, chiesa e Rai”, lei replica con fierezza, sottolineando come nulla le sia stato regalato. “Mi sono fatta il mazzo, c’è stato sacrificio”, afferma, in una sintesi che rimanda a un’etica del lavoro lontana dai riflettori.
La religiosità vissuta con libertà di pensiero
Il rapporto con la dimensione spirituale, centrale nella sua attività televisiva, viene descritto dalla conduttrice in termini personali e non dogmatici. Si definisce “molto credente”, pur specificando subito dopo di esserlo “con libertà di pensiero”, una precisazione che delinea i confini di una fede intima e ragionata. Il lavoro domenicale le impedisce di frequentare regolarmente la messa, ma questo non sembra intaccare una convinzione profonda. Il suo ruolo l’ha portata a incontrare e a conoscere, nel corso degli anni, ben quattro papi, esperienze di cui conserva memoria anche per gesti inattesi, come una telefonata di scuse da parte di Bergoglio.
Gli aneddoti imbarazzanti e gli affetti privati
Non mancano, nel suo racconto, episodi più leggeri o imbarazzanti, come quello di un abbraccio involontario con il cardinale Ruini, ricordato con un sorriso di disagio. Ma il filo conduttore rimane la netta separazione che Bianchetti stabilisce tra la sfera pubblica e quella privata, quest’ultima indicata come “la vita vera” e fortemente ancorata agli affetti familiari. Parlando del dolore per la perdita del padre e dell’amore per il marito, delinea senza enfasi i pilastri della sua esistenza fuori dal set, in un equilibrio che appare, nelle sue parole, conquistato e difeso con determinazione.




