Argentina-Inghilterra, l'appello dei veterani delle Malvinas e la prima volta di Messi
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Redazione Sport
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Alla vigilia della semifinale del Mondiale 2026 tra Argentina e Inghilterra, in programma mercoledì al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta, la Federazione argentina dei veterani della guerra delle Malvinas ha lanciato un appello ai tifosi e ai media affinché la sfida non venga trasformata in una rivincita del conflitto del 1982.
Nel documento diffuso ieri, i veterani sottolineano che "lo sport non è una guerra, non è una rivincita, è solo una partita", ribadendo che la disputa sulla sovranità delle isole deve continuare a essere perseguita "con la diplomazia, la verità storica e il reclamo pacifico".
Il messaggio invita a evitare "xenofobia né odio" e arriva in un momento in cui il clima è reso incandescente dal successo de "La Cuarta Estrella", la canzone diventata la colonna sonora di questo Mondiale in Argentina, il cui ritornello, nel celebrare il sogno di conquistare la quarta Coppa del Mondo, richiama due ferite ancora vive nell'immaginario collettivo argentino: la squalifica per doping di Diego Maradona ai Mondiali del 1994 e la guerra delle Malvinas contro il Regno Unito.
Il peso della storia e il fantasma dell'Azteca
La sfida tra Argentina e Inghilterra, che si affronteranno per la prima volta in una semifinale mondiale, è destinata a evocare inevitabilmente la notte dell'Azteca del 1986, quando Diego Armando Maradona segnò due gol destinati a diventare eterni: la celebre "Mano de Dios" e quello che fu poi definito il "Gol del Secolo".
A quarant'anni di distanza, l'Argentina scenderà in campo con una divisa che richiama proprio quella partita mitica: maglia blu scura e pantaloncini neri, come indossati da Maradona e dai suoi compagni in quella storica serata di Città del Messico. Ma quella maglia, oggi considerata un'icona, nacque quasi per caso, frutto di una serie di improvvisazioni: dopo la vittoria sull'Uruguay sotto una pioggia torrenziale, il ct Carlos Bilardo si trovò a dover sostituire le pesanti divise di cotone con altre più leggere.
In una corsa contro il tempo, alcune maglie blu di tessuto sintetico furono acquistate nel popolare quartiere di Tepito, e durante la notte le dipendenti del centro che ospitava la selezione cucirono a mano gli stemmi della federazione, mentre i numeri sulla schiena vennero applicati con il ferro da stiro, utilizzando trasferibili grigio metallizzato.
La prima volta di Messi contro l'Inghilterra
A rendere l'attesa ancora più carica di significato per l'Argentina è un fatto storico: Lionel Messi, a 39 anni, non ha mai affrontato la nazionale inglese in tutta la sua carriera. In ventuno anni con la maglia albiceleste, sei mondiali e duecentocinque presenze, il capitano argentino non ha mai incrociato il cammino dei "Tre Leoni" né in partite ufficiali né in amichevoli.
L'unica occasione in cui avrebbe potuto farlo risale al novembre 2005, in un'amichevole a Ginevra, ma il giovane Messi, che all'epoca aveva diciotto anni, stava scontando una squalifica rimediata al suo debutto in nazionale maggiore contro l'Ungheria, e dovette saltare quella che sarebbe potuta essere la sua prima sfida agli inglesi.
Oggi, dopo aver vinto tutto, il capitano argentino si prepara ad affrontare l'unico grande classico internazionale che mancava al suo straordinario palmarès, con la possibilità di scrivere un altro capitolo della sua leggenda e di guidare l'Argentina verso la terza finale mondiale consecutiva.
La vigilia di una semifinale storica
L'Argentina arriva a questa semifinale dopo aver superato la Svizzera per 3-1 ai tempi supplementari, in una partita che ha visto Julian Alvarez e Lautaro Martinez protagonisti, mentre l'Inghilterra ha avuto la meglio sulla Norvegia con una doppietta di Jude Bellingham, anch'essa ai supplementari.
Il clima della vigilia si è ulteriormente acceso dopo la vittoria nei quarti, quando i calciatori argentini hanno festeggiato con i tifosi intonando il coro "El que no salta es un inglés" ("Chi non salta è un inglese"), segno che la rivalità storica è destinata a riversarsi sul campo e sugli spalti dell'impianto di Atlanta, dove si deciderà la prima finalista del Mondiale 2026.
A complicare ulteriormente l'atmosfera, la FIFA ha concesso all'Argentina di indossare la sua maglia da trasferta blu, una scelta che, sebbene tecnicamente motivata dal rischio di confusione con la divisa bianca dell'Inghilterra, è stata letta come un ulteriore tributo al ricordo di Maradona e dell'indimenticabile serata dell'Azteca.




