Omicidio Colapietro, analisi forensi sui cellulari dei tre indagati e della vittima

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Procura di Torino ha disposto le analisi forensi sui telefoni cellulari sequestrati a Fabio Colapietro, il 39enne ucciso e fatto a pezzi nel capoluogo piemontese, e alle tre persone arrestate per la sua morte. L'obiettivo degli accertamenti, affidati agli inquirenti, è ricostruire nel dettaglio le ore che hanno preceduto il delitto, avvenuto all'interno di un appartamento di via Gulli, nel quartiere Borgo Vittoria.

I dispositivi dovranno restituire messaggi, spostamenti e contatti intercorsi tra i presenti nelle giornate in cui si è consumata la vicenda, un arco temporale compreso tra il 20 e il 24 settembre.

Il quadro investigativo e le accuse

L'inchiesta, coordinata dalla Procura torinese, vede indagati Nicole Formichetti, Keith Simon Domingo Butig e Cristian Matheus De Oliveira Morando. Quest'ultimo, 26 anni, è il reo confesso: ha ammesso di aver stretto al collo la vittima prima di sezionarla nella vasca da bagno. I reati contestati, a vario titolo, sono omicidio volontario, favoreggiamento e concorso in soppressione di cadavere. I genitori di Colapietro hanno nominato gli avvocati Riccardo Magarelli e Katia Albanese per costituirsi parte civile nel procedimento.

L'autopsia sul corpo della vittima è stata programmata per venerdì, un accertamento giudicato decisivo per chiarire le cause esatte del decesso e stabilire con precisione quando è avvenuto.

La ricostruzione dei giorni del festino

Secondo quanto emerso dagli atti, la vicenda ha avuto origine la sera del 20 settembre, quando De Oliveira Morando e Butig si sarebbero incontrati al parco Sempione, nota zona di spaccio della città. I due si sono poi recati nell'abitazione di via Gulli dove vive Formichetti. Nell'appartamento è iniziata una lunga sessione di consumo di sostanze stupefacenti e alcol: crack, funghi allucinogeni, Lsd, cannabis, metadone e un composto sintetico noto come MDPHP, talvolta chiamato "polvere di scimmia".

Le dosi venivano consegnate a domicilio da Colapietro, descritto negli atti come fattorino di uno spacciatore. La situazione è precipitata nella notte tra il 21 e il 22 settembre, quando, secondo il racconto del reo confesso, sarebbe scoppiata una lite per il presunto furto di 50 euro e di un bracciale d'oro ai suoi danni mentre dormiva.

Le analisi sui dispositivi e i prossimi passaggi

Il lavoro sugli smartphone dovrà ora fare luce su alcuni passaggi ancora poco chiari della vicenda, in particolare sulla sequenza degli eventi immediatamente successivi alla morte dell'uomo e sulle comunicazioni tra gli indagati. Nelle ore seguenti al delitto, De Oliveira Morando aveva contattato più volte la ex compagna con videochiamate e messaggi audio, mostrandole in alcune occasioni oggetti come guanti e scotch e parlando dell'acquisto di cemento.

Il corpo della vittima è stato trovato nella notte tra il 24 e il 25 settembre, dopo che lo stesso 26enne aveva chiamato la polizia insieme alla madre in piazza Rebaudengo. Alcune parti del cadavere erano state gettate lontano dall'abitazione, ma sono state recuperate; il corpo verrà ricomposto interamente e resterà a disposizione dell'autorità giudiziaria ancora un mese dopo l'esame autoptico.

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