L'estate di San Martino regala giorni miti, ma il weekend cambia tutto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’alta pressione, estendendosi verso l’Europa centro-orientale, continua a imporre la sua stabilità anche sui nostri cieli, garantendo un clima insolitamente mite per la seconda decade di novembre. Le temperature massime, che toccano picchi come i 23 gradi registrati a Lampedusa, si mantengono così ben al di sopra delle medie tipiche del periodo, in una fase atmosferica che, risalendo di latitudine, inibisce il transito delle perturbazioni e favorisce l’accumulo di aria calda negli strati più bassi dell’atmosfera. Questo scenario, per quanto piacevole, prepara il terreno per quelle nebbie e quel ristagno di smog che caratterizzano spesso le lunghe pause anticicloniche autunnali.

La spiegazione del meteorologo

“L'estate di San Martino dura tre giorni e un pochinino”, recita un vecchio adagio popolare che, secondo l’analisi di Lorenzo Tedici, meteorologo de iLMeteo.it, si dimostrerà sorprendentemente accurato. Tedici conferma che la fase di bel tempo stabile, sebbene anomala, avrà una scadenza precisa: l’interruzione, infatti, è attesa tra venerdì e sabato, quando correnti perturbate atlantiche, muovendosi dalla Spagna, riporteranno condizioni più consone alla stagione. Il proverbio, dunque, sarà rispettato nei tempi e nei modi, segnando la fine di un’parentesi di calore fuori luogo.

Il dominio dell'anticiclone

Nei prossimi giorni l’Italia, insieme a una vasta porzione del continente europeo, rimarrà sotto l’influenza di un colossale campo di alta pressione, un vero e proprio gigante atmosferico che si estende dal Mediterraneo fino alla Germania e alle Repubbliche Baltiche. Questo robusto anticiclone, di origine subtropicale, determina una stasi atmosferica pressoché totale, bloccando l’ingresso di qualsiasi sistema perturbato e favorendo l’afflusso di correnti calde. La sua azione, se da un lato assicura giornate serene, dall’altro cristallizza una situazione di anomalia climatica per il periodo.

I rischi del bel tempo prolungato

La persistenza di questa campana anticiclonica, mentre regala sole e temperature gradevoli, porta con sé alcune criticità tipiche della stagione. L’assenza di vento e pioggia, condizioni ideali per la formazione delle nebbie in val Padana, facilita il ristagno degli inquinanti negli strati bassi dell’atmosfera, con un conseguente peggioramento della qualità dell’aria e un aumento dei livelli di smog nelle aree urbane più trafficate. Si tratta di un compromesso, quello tra bel tempo e salubrità dell’aria, che diventa sempre più evidente con il protrarsi di questa singolare fase di stasi.

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