L’intelligenza artificiale e il lavoro: quali professioni rischiano di più
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Redazione Economia
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La domanda se l’AI possa rubare posti di lavoro non è più un’ipotesi remota, ma una realtà con cui milioni di lavoratori devono già fare i conti. Da quando strumenti come ChatGpt e altri sistemi di intelligenza artificiale hanno cominciato a diffondersi, il timore che macchine sempre più sofisticate possano sostituire intere categorie professionali è diventato concreto. E i numeri, del resto, sembrano confermarlo: sempre più aziende, in settori che vanno dalla finanza alla logistica, stanno riducendo il personale in favore di soluzioni automatizzate.
Mo Gawdat, ex dirigente di Google X, non ha dubbi: nessuna professione sarà al riparo. Durante un’intervista al podcast Diary of a CEO, ha spiegato che, entro un decennio, il lavoro intellettuale come lo conosciamo potrebbe essere rivoluzionato. Programmatri, architetti, persino CEO e creativi dovranno adattarsi a un mercato in cui l’AI sarà in grado di svolgere compiti oggi considerati esclusivamente umani.
In Italia, intanto, la trasformazione è già in atto. Secondo l’EY Italy AI Barometer, che ha coinvolto quasi 5.000 aziende europee (di cui 539 italiane), l’adozione dell’intelligenza artificiale nel lavoro è passata dal 12% nel 2024 al 46% quest’anno. Un balzo che dimostra come le imprese, soprattutto le PMI, stiano accelerando l’integrazione di queste tecnologie. Se da un lato l’automazione promette efficienza e riduzione dei costi, dall’altro solleva interrogativi sul futuro occupazionale di chi svolge mansioni ripetitive o facilmente replicabili da un algoritmo.
Non mancano, però, segnali contraddittori. Alcune aziende, dopo aver licenziato dipendenti in favore dell’AI, hanno dovuto fare marcia indietro, rendendosi conto che certi processi richiedono ancora un intervento umano. Ma questi ripensamenti sembrano eccezioni in un trend che, al momento, punta verso una progressiva sostituzione.
La cronaca nera, d’altronde, offre spunti inquietanti. In alcuni casi estremi, l’automazione ha contribuito a creare situazioni di disagio sociale, con lavoratori licenziati senza adeguati ammortizzatori. Le inchieste giudiziarie su presunti abusi nell’uso dell’AI per tagliare posti di lavoro sono ancora agli inizi, ma potrebbero presto diventare un tema centrale nel dibattito pubblico.




