L’intelligenza artificiale ridefinisce il mercato del lavoro: quali professioni rischiano di scomparire
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Redazione Economia
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Mentre l’adozione dell’intelligenza artificiale accelera, trasformando interi settori, uno studio pubblicato da Microsoft delinea con precisione quali professioni saranno più esposte alla rivoluzione tecnologica. Il report, intitolato "Working with AI: Measuring the Occupational Implications of Generative AI", analizza oltre 200.000 interazioni con Copilot, evidenziando come le mansioni legate alla comunicazione, alla scrittura e ai processi ripetitivi siano quelle maggiormente vulnerabili. Al contrario, i lavori manuali o quelli che richiedono un’interazione umana complessa sembrano destinati a resistere.
Tra i mestieri a rischio figurano interpreti, traduttori e storici, il cui contributo potrebbe essere replicato da algoritmi sempre più sofisticati. Ma la lista si allunga fino a includere rappresentanti dei servizi clienti, operatori telefonici e persino redattori, correttori di bozze e giornalisti, settori in cui l’AI dimostra una capacità crescente di generare contenuti coerenti. Anche professioni tecniche come programmatori CNC, sviluppatori web e data scientist non sono immuni, nonostante la loro specializzazione.
D’altra parte, infermieri, assistenti chirurgici e massaggiatori – così come muratori, imbianchini e operai specializzati – restano al sicuro, almeno per ora. La ragione è semplice: l’automazione fatica a replicare la destrezza fisica o l’empatia richiesta in certi contesti. Bill Gates, intervenuto recentemente in un’intervista con Fareed Zakaria della CNN, ha sottolineato l’importanza di adattarsi, incoraggiando soprattutto i più giovani a familiarizzare con gli strumenti emergenti.
Intanto, l’AI sta già cambiando dinamiche consolidate. Sempre più aziende affidano i colloqui di lavoro a intervistatori virtuali, lasciando i candidati disorientati. Come racconta Debra Borchardt, giornalista con trent’anni di esperienza, "cercare lavoro oggi è così demoralizzante che affrontare anche questa umiliazione aggiuntiva sembra eccessivo". Se da un lato l’efficienza migliora, dall’altro emergono interrogativi sul costo umano di una transizione che, per molti, potrebbe rivelarsi brutale




