Il debutto di Ariane 64, i trentadue satelliti Amazon Leo e la nuova sfida europea allo spazio di Musk

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il conto alla rovescia nello spazioporto di Kourou, nella Guyana francese, è ormai agli sgoccioli: il 12 febbraio, con una finestra di lancio che si aprirà alle 17.45 ora italiana, l’Europa metterà in orbita la propria risposta alla supremazia commerciale di SpaceX. Non si tratta semplicemente dell’ennesimo volo di collaudo per Ariane 6, bensì della sua consacrazione operativa attraverso la variante più aggressiva mai concepita dal vecchio continente, quella con quattro booster P120C – realizzati in Italia – che sparano in verticale la capacità di carico utile fino a ventun tonnellate e seicento chilogrammi -7-9. È la missione battezzata VA267, sesta per il programma Ariane 6 ma prima assoluta per la configurazione Ariane 64, e il carico che porterà in grembo, custodito da una cofana lunga venti metri alta quanto un palazzo di venti piani, consiste in trentadue satelliti destinati alla costellazione Leo di Amazon -6-7.

L’alleanza, questa sì strategica, tra l’Agenzia spaziale europea e il colosso di Jeff Bezos – il quale, giova ricordarlo, osserva le mosse del rivale Elon Musk da un’amministrazione americana ora guidata da Trump – rappresenta una cesura netta rispetto al passato recente del settore. Per la prima volta un vettore europeo dà il via al dispiegamento di una megacostellazione commerciale privata, e lo fa con un contratto quadro che impegna Arianespace a diciotto missioni complessive; Amazon Leo, già noto come Progetto Kuiper, diventa così il cliente trainante del nuovo lanciatore pesante, assorbendo da solo la maggior parte dei trenta lanci attualmente in portafoglio -1-8. La posta in gioco, al di là dei pur rilevanti aspetti ingegneristici, è tutta politica e commerciale: strappare una fetta del mercato dei lanci satellitari a Starlink, il sistema che ha reso SpaceX non solo un fornitore di servizi ma una potenza infrastrutturale capace di dettare agenda e prezzi.

A differenza delle cinque missioni precedenti, tutte realizzate con la configurazione a due booster, l’Ariane 64 sviluppa una spinta al decollo tale da raddoppiare le prestazioni. I quattro propulsori a propellente solido, tra i più potenti al mondo nella loro categoria, consumano centoquarantaduemila chilogrammi di combustibile in poco più di due minuti; ma è l’intero sistema di propulsione, dal motore Vulcain 2.1 acceso per primo fino allo stadio superiore che rilascerà i satelliti a coppie dopo un’orbita e centoquattordici minuti di volo, a dover dimostrare sul campo l’affidabilità in condizioni di carico massimo -7-10. Il successo della missione LE-01 – questo il nome interno dato da Amazon – legittimerebbe infatti la scelta industriale di aver puntato su un vettore espandibile in un’epoca in cui il riutilizzo, quello di Falcon 9, è diventato lo standard globale.

Negli stabilimenti ArianeGroup di Vernon e Les Mureaux, dove l’accesso della stampa è stato concesso con il contagocce, gli ingegneri ripetono che la scommessa non è tanto tecnologica quanto di sistema: coordinare seicento fornitori distribuiti in tredici paesi, rispettare le finestre contrattuali imposte da un cliente esigente come Amazon e, al contempo, tenere il passo con il rivale americano che lancia a ritmo settimanale -10. Per questo il volo del 12 febbraio non è un semplice test, ma la certificazione definitiva che l’Europa può ancora offrire accesso autonomo allo spazio, e farlo a costi dimezzati rispetto alla vecchia Ariane 5. La torre di lancio, alta sessantadue metri, si staglia sulla foresta amazzonica con la stessa fierezza di chi sa di non potersi permettere cedimenti.

L’operazione, peraltro, assume i contorni di una sfida diretta nell’arena della connettività globale. Mentre Starlink conta migliaia di unità già operative e continua a espandere la propria costellazione, Amazon parte ora con il primo blocco di trentadue satelliti – un numero destinato a crescere rapidamente se i successivi diciassette lanci previsti rispetteranno il cronoprogramma. Ogni missione di Ariane 64 potrà trasportare dalle trentacinque alle quaranta unità, a riprova del salto di scala consentito dalla configurazione pesante -5. Non è solo una questione di business: è la dimostrazione che l’architettura modulare di Ariane 6, pensata per adattarsi sia a carichi istituzionali che a clienti privati, regge l’urto della concorrenza più agguerrita.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.