Come hanno truffato Moratti: il caso del falso Crosetto e i vip nel mirino

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una telefonata apparentemente urgente, una voce familiare e una richiesta di denaro per una causa nobile: liberare giornalisti italiani rapiti all’estero. È questa la trappola in cui sono caduti diversi imprenditori e personaggi noti, tra cui l’ex presidente dell’Inter Massimo Moratti, vittima di una truffa sofisticata che ha sfruttato l’intelligenza artificiale per clonare la voce del ministro della Difesa Guido Crosetto. L’inchiesta della procura di Milano, che vede coinvolti i carabinieri del Nucleo speciale di tutela patrimoniale, sta facendo luce su una rete criminale che ha utilizzato conti esteri in Olanda e Hong Kong per far sparire il denaro sottratto alle vittime.

La dinamica del raggiro, che ha colpito anche altri imprenditori di rilievo, si basa su una falsa emergenza: i truffatori, spacciandosi per Crosetto, chiedevano somme ingenti – nel caso di Moratti si parla di 450mila euro – per finanziare un presunto riscatto internazionale. La promessa, ovviamente mai mantenuta, era che il denaro sarebbe stato rimborsato dalla Banca d’Italia. A rendere credibile la richiesta, oltre alla voce perfettamente clonata del ministro, era l’apparente urgenza della situazione, presentata come una questione di interesse nazionale.

Gli investigatori hanno ricostruito il percorso dei fondi, che dopo essere stati versati su un conto olandese venivano trasferiti a Hong Kong, rendendo quasi impossibile il recupero. L’organizzazione, accusata anche di associazione a delinquere, ha dimostrato una notevole capacità di adattamento, sfruttando tecnologie avanzate per replicare voci e creare scenari plausibili. Nonostante la goffaggine di alcune richieste, la struttura finanziaria messa in piedi dai truffatori è risultata particolarmente articolata, con conti offshore e transazioni internazionali studiate per coprire le tracce.

Lo stesso Crosetto, intervenuto in diretta a Pomeriggio Cinque, ha spiegato come queste truffe stiano diventando sempre più difficili da smascherare, grazie all’uso di strumenti tecnologici sempre più sofisticati. Il ministro ha sottolineato l’importanza di mantenere alta l’attenzione, soprattutto quando si ricevono richieste di denaro che sembrano provenire da autorità o figure istituzionali.

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