Come hanno truffato Moratti: il caso del falso Crosetto e i vip coinvolti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una truffa sofisticata, che ha sfruttato l’intelligenza artificiale per clonare la voce del ministro della Difesa Guido Crosetto, ha messo nel mirino alcuni dei nomi più noti dell’imprenditoria italiana, tra cui l’ex presidente dell’Inter Massimo Moratti. La vicenda, che ha dell’incredibile, si è sviluppata attraverso una serie di telefonate in cui i truffatori, spacciandosi per Crosetto, chiedevano ingenti somme di denaro per finanziare un presunto riscatto di giornalisti italiani rapiti in Medio Oriente. “Buonasera, sono il Ministro Crosetto. Avremmo bisogno di soldi per pagare un riscatto internazionale”, esordiva la voce, talmente convincente da far credere alle vittime di avere davvero a che fare con l’esponente del governo.

Moratti, caduto nel tranello, ha versato 450mila euro, ma non è stato l’unico. Altri imprenditori e personalità di spicco hanno ricevuto chiamate simili, tutte caratterizzate da un livello di credibilità elevatissimo, grazie a un software in grado di riprodurre fedelmente il timbro vocale del ministro. I soldi, una volta incassati, venivano trasferiti su conti esteri, in Olanda e a Hong Kong, rendendo quasi impossibile il recupero delle somme.

L’inchiesta, coordinata dalla procura di Milano e condotta dai carabinieri, ha portato alla luce una rete ben organizzata, accusata non solo di frode ma anche di associazione a delinquere. I magistrati, guidati da Marcello Viola, hanno sequestrato alcuni conti correnti su cui sono transitati i fondi illecitamente ottenuti, cercando di limitare i danni per le vittime. Tra queste, oltre a Moratti, figura anche Esselunga, che ha denunciato l’accaduto contribuendo a far emergere ulteriori dettagli sull’operato della banda.

Crosetto, intervenuto in diretta a Pomeriggio Cinque, ha spiegato come i truffatori abbiano sfruttato il suo nome e la sua immagine per mettere in atto un raggiro sempre più difficile da smascherare. “Questi sistemi, basati sull’intelligenza artificiale, sono estremamente sofisticati”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di maggiore consapevolezza per evitare che episodi simili si ripetano.

La truffa, che ha fatto leva su un pretesto di emergenza internazionale, ha evidenziato non solo la vulnerabilità di chi, pur facoltoso, può cadere vittima di raggiri ben congegnati, ma anche le potenzialità dell’intelligenza artificiale, strumento sempre più utilizzato per scopi illeciti. I dettagli emersi dall’inchiesta, tra cui i movimenti di denaro e le tecniche utilizzate, dipingono un quadro complesso, che lascia aperte molte domande su come prevenire simili frodi in futuro.

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