Incendio carcere Mammagialla: detenuto trovato morto dopo il rogo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’incendio carcere Mammagialla è seguito dal ritrovamento di un detenuto di 29 anni morto nella notte all’interno della struttura penitenziaria di Viterbo. Secondo le prime informazioni, il giovane si sarebbe impiccato durante le ore successive al rogo che aveva interessato il carcere nella giornata precedente. Le fonti penitenziarie hanno riferito che, al momento, non risulterebbero collegamenti diretti tra il gesto e la rivolta che aveva preceduto l’incendio, mentre proseguono gli accertamenti sulla vicenda avvenuta nella casa circondariale Nicandro Izzo, conosciuta come Mammagialla.

Il rogo nel carcere Mammagialla e l’emergenza nella struttura

L’incendio nel carcere di Mammagialla è divampato nella serata del 25 luglio, intorno alle 20, all’interno della sezione speciale precauzionale. Le fiamme, secondo le informazioni disponibili, sarebbero partite da alcuni materassi dati alle fiamme, provocando una densa coltre di fumo tossico che si è diffusa rapidamente negli ambienti della struttura. Il fumo ha raggiunto anche i locali dell’infermeria, rendendo necessaria l’evacuazione immediata del reparto e creando momenti di forte tensione tra detenuti e personale presente nel carcere.

L’emergenza ha coinvolto complessivamente 23 persone rimaste intossicate nell’incendio del carcere Mammagialla: 17 detenuti e sei agenti della polizia penitenziaria. I soccorritori dell’Ares 118 sono intervenuti per assistere le persone coinvolte e hanno trasportato sette persone all’ospedale di Viterbo. Tra queste, una è stata ricoverata in codice rosso e sei in codice giallo, mentre non è stato precisato se la persona trasferita in condizioni più gravi fosse un detenuto oppure un agente della polizia penitenziaria.

Le conseguenze dopo il rogo e gli interventi durante l’emergenza

Dopo l’incendio nella struttura penitenziaria di Viterbo, l’attenzione si è concentrata sulle persone coinvolte nell’emergenza e sulle operazioni svolte durante le ore successive. Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha espresso vicinanza agli agenti della polizia penitenziaria e ai detenuti coinvolti nell’incendio sviluppato nella casa circondariale Nicandro Izzo, augurando loro un rapido ristabilimento. Nella nota diffusa sul caso sono stati inoltre ringraziati gli operatori sanitari del Servizio sanitario regionale intervenuti durante le fasi di soccorso.

Il ritrovamento del detenuto morto nella notte ha aggiunto un ulteriore elemento alla vicenda che aveva già coinvolto il carcere Mammagialla dopo il rogo e la diffusione del fumo all’interno della struttura. Le prime informazioni disponibili indicano che il decesso è avvenuto nelle ore successive all’incendio, ma non emergono al momento elementi che colleghino direttamente il gesto alla rivolta precedente all’incendio. La sequenza degli eventi resta quindi distinta tra l’emergenza provocata dalle fiamme, i soccorsi alle persone intossicate e il successivo ritrovamento del giovane detenuto senza vita.

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