Turisti italiani bloccati a Socotra, la Farnesina cerca una via d'uscita

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Decine di viaggiatori italiani, il cui numero si aggira stabilmente intorno all'ottantina, si trovano da giorni in una condizione di limbo forzato sull'isola yemenita di Socotra, dove l'improvvisa chiusura dello spazio aereo ha di fatto interrotto ogni collegamento. La misura, presa dalle autorità locali a seguito del riacutizzarsi di tensioni nel Paese, ha bloccato sul posto un contingente di circa quattrocento turisti di varie nazionalità, i quali, nonostante la situazione di stallo, non segnalano particolari criticità sotto il profilo della sicurezza immediata. Tra loro, come riportato da diverse testimonianze, figura anche un medico originario di Parma, in viaggio con un'amica, la cui voce si è aggiunta a quella di altri connazionali per descrivere un'atmosfera di attesa carica d'incertezza.

La quotidianità sospesa negli hotel

"Siamo ammassati nelle hall e non abbiamo notizie", ha riferito Alessandra Coppola, confermando uno stato di informazione parziale che accomuna la maggior parte dei turisti. Le persone coinvolte, che viaggiavano con diversi tour operator, sono attualmente ospitate in varie strutture ricettive dell'isola, tra hotel e campeggi, in attesa di ricevere indicazioni chiare sul proprio rimpatrio. La preoccupazione, come emerso da alcuni racconti, comincia a spostarsi dalla dimensione logistica a quella economica, con il timore di poter incontrare difficoltà nel prolungare una permanenza del tutto imprevista. "Stiamo bene – ha specificato la dottoressa Coppola – ma siamo tutti nelle hall degli hotel aspettando informazioni", una frase che ben riassume la sospensione forzata della vacanza in un clima di sostanziale tranquillità, seppure minata dall'ignoto.

Il lavoro diplomatico per il rientro

Dal canto suo, l'Unità di Crisi della Farnesina, coordinando le proprie azioni con il Ministero degli Esteri, sta lavorando in collaborazione con i tour operator e l'Ambasciata italiana a Riad per individuare e attivare le vie possibili che consentano un rientro in sicurezza. "Ci hanno risposto che stanno cercando di attivare un canale tramite ambasciata per tutti gli italiani presenti", ha aggiunto la turista parmigiana, sottolineando come la risposta istituzionale, per quanto improntata alla massima disponibilità, non si sia ancora tradotta in un piano operativo condiviso. La complessità della situazione geopolitica nello Yemen, dove si registrano scontri tra fazioni sostenute da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, rende infatti particolarmente delicata qualsiasi iniziativa, richiedendo trattative che inevitabilmente consumano tempo prezioso.

L'imprevedibilità di una crisi

Molti dei viaggiatori, come Angela Tirelli, una friulana di 59 anni, hanno scoperto l'emergenza solo al momento del trasferimento in aeroporto, trovando le strutture chiuse e i voli, sia civili che privati, cancellati senza preavviso. Questo elemento d'imprevedibilità ha contribuito ad accrescere il senso di smarrimento, trasformando un viaggio turistico in un'esperienza ben diversa. La Farnesina, dal suo osservatorio, continua a monitorare costantemente la situazione, assicurando il proprio impegno per risolvere la vicenda, mentre i turisti, come riferito, attendono semplicemente di "essere messi al corrente" quando vi saranno "notizie certe".

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