Il Milan vince il derby e accorcia, ma per i giornalisti il campionato resta in mano all'Inter di Chivu
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Redazione Sport
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La stracittadina milanese andata in scena domenica sera, e decisa da un guizzo di Estupinan nel primo tempo, ha riaperto ufficialmente i giochi per la lotta allo scudetto o, quantomeno, ha restituito un po' di ossigeno e entusiasmo all'ambiente rossonero. Il successo per uno a zero, il secondo consecutivo in questa stagione dopo quello dell'andata, porta la firma di una squadra pragmatica qual è quella allestita da Allegri, capace di colpire e poi di reggere l'urto della reazione nerazzurra. Ciononostante, e al di là del risultato finale, l'impressione che trapela dalle analisi dei principali commentatori sportivi è che il margine di vantaggio in classifica – sette punti con dieci gare ancora da disputare – rappresenti un tesoro troppo sostanzioso per ipotizzare un reale sorpasso.
Intervenuto ai microfoni di TMW Radio, il giornalista Franco Piantanida ha cercato di inquadrare la situazione da una prospettiva prettamente numerica e psicologica, sottolineando come, in assenza di una sconfitta dell'Inter, non si sarebbe nemmeno posta la questione di un campionato improvvisamente in bilico. La pressione, secondo questa lettura, tende ora a ribaltarsi, caricando il Milan di aspettative e responsabilità, ma saranno i prossimi tre appuntamenti – a partire dal match interno contro l'Atalanta per i nerazzurri e dalla trasferta di Roma contro la Lazio per i cugini – a certificare se quella "fessurina" nelle certezze interiste, per citare Ivan Zazzaroni, potrà allargarsi o rimarrà un episodio isolato.
L'assenza di Lautaro e i "miracoli" a parametro zero nel mirino dell'analisi
Il direttore del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni, nel corso della sua analisi per il podcast "Numeri 1", ha offerto una chiave di lettura che va oltre il semplice risultato del derby, concentrandosi sulla costruzione della rosa e sull'emergere di quelli che ha definito veri e propri miracoli sportivi. Zazzaroni ha voluto respingere al mittente le critiche su una presunta debolezza dell'organico interista, ricordando come la squadra di Chivu, rispetto alla stagione precedente, non abbia perso pedine ma le abbia semmai aggiunte, e ha elogiato la crescita di giovani come Pio Esposito, lanciato in prima squadra.
Parallelamente, però, è emersa una crepa nel gioco dell'Inter, una difficoltà ormai ricorrente negli scontri diretti che la sconfitta nel derby ha riportato prepotentemente alla luce. Il dato, analizzato in trasmissioni come "La Tripletta", fotografa un limite che sembra prescindere dalle assenze: la squadra fatica a esprimere la stessa personalità e lo stesso gioco fluido quando trova davanti avversarie di caratura elevata, chiuse e pronte a ripartire. Enrico Varriale, dal suo profilo X, è stato piuttosto netto nel commentare la prestazione della squadra di Chivu, giudicandola monocorde e ridimensionata nel gioco proprio dall'assenza dei suoi due attaccanti titolari. Varriale ha inoltre sottolineato come il tecnico nerazzurro, a fronte di una squadra che ha dovuto gestire diverse defezioni nel corso dell'annata, non possa certo cercare alibi in quelle attuali, visto che altri club hanno affrontato emergenze ben più lunghe e complicate.




