I conti di Trump: 2 miliardi tra criptovalute, meme coin e la pensione da attore

I conti di Trump: 2 miliardi tra criptovalute, meme coin e la pensione da attore
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Redazione Economia Redazione Economia   -   La dichiarazione patrimoniale depositata dal presidente Donald Trump presso l'Office of Government Ethics, l'ente federale preposto alla vigilanza sull'etica pubblica negli Stati Uniti, ha gettato nuova luce sullo stato delle finanze del capo della Casa Bianca. Un documento di quasi mille pagine, che supera in mole e dettaglio quelli dei suoi predecessori, rivela un giro di affari da capogiro che ha ormai superato i confini del tradizionale impero immobiliare per addentrarsi nelle sabbie mobili delle criptovalute, con un reddito complessivo che sfiora i due miliardi di dollari.

I numeri da capogiro delle criptovalute

La fetta più sostanziosa del reddito dichiarato da Trump, pari a circa 1,4 miliardi di dollari, proviene dalle sue incursioni nel mondo delle valute digitali. Una cifra che segna un cambio di passo epocale per le finanze di un presidente, tanto più se si considera che la sua fortuna personale, secondo le stime di Forbes, è quasi triplicata, passando da 2,3 a 6,5 miliardi di dollari tra il 2024 e il 2026.

In pratica, la rendita generata dai token ha superato i proventi di un portafoglio immobiliare costruito in decenni, e tra le fonti di reddito spicca, quasi come un'anomalia, una pensione da 6.484 dollari mensili che il presidente continua a percepire dalla Screen Actors Guild, il sindacato degli attori da cui pure si è dimesso nel 2021, maturata grazie a una comparsata in "Mamma, ho perso l'aereo 2" e ad alcuni camei televisivi.

Ma a fare la parte del leone sono state le mosse nel settore crypto. La sua piattaforma World Liberty Financial, co-fondata insieme ai figli e alla famiglia dell'inviato speciale Steve Witkoff, ha generato un giro d'affari di quasi 800 milioni di dollari per le società del presidente, una cifra che include oltre 520 milioni da vendite di token e più di 250 milioni dalla cessione di interessi nella stessa attività.

A questi si aggiungono i 635 milioni di dollari in royalties incassati da un accordo di licenza con il gruppo Celebration Coins, specializzato nella creazione delle cosiddette "meme coin" che portano il nome di Trump e lanciate poco prima dell'insediamento di gennaio 2025.

Il conflitto d'interessi e le reazioni politiche

La portata di questi affari ha inevitabilmente riacceso il dibattito sui conflitti di interessi. La critica, guidata da esponenti democratici come la senatrice Elizabeth Warren, chiede una legge più severa, sostenendo che Trump stia utilizzando la sua posizione per accumulare ricchezze come mai accaduto prima. Dall'altra parte, la Casa Bianca respinge al mittente ogni accusa.

La portavoce Anna Kelly ha difeso la posizione del presidente dichiarando che "né il presidente né la sua famiglia si sono mai impegnati, né si impegneranno mai, in conflitti di interessi", attribuendo le critiche a una narrazione falsa spinta da democratici e media tradizionali.

A rendere il quadro più complesso è la sovrapposizione tra politica e affari. L'amministrazione Trump ha adottato politiche ampiamente considerate favorevoli al settore delle criptovalute, introducendo regole federali per le stablecoin e riducendo le azioni di contrasto della SEC e del Dipartimento di Giustizia. Un contesto normativo che, secondo i critici, ha creato le condizioni ideali per l'impennata del valore degli asset digitali, avvantaggiando direttamente gli affari del presidente.

Reuters ha stimato che la famiglia Trump abbia guadagnato almeno 2,3 miliardi di dollari da progetti legati alle criptovalute dal suo ritorno alla Casa Bianca.

L'impero tradizionale e gli altri introiti

Nonostante la corsa alle criptovalute, il tradizionale impero immobiliare di Trump continua a generare cospicui introiti. I campi da golf e i resort hanno fruttato oltre 500 milioni di dollari, con un incremento del 15 per cento rispetto all'anno precedente. Mar-a-Lago, il club privato in Florida che il presidente ha ribattezzato "Casa Bianca d'inverno", ha visto le proprie entrate schizzare a 77 milioni di dollari, con un balzo del 50 per cento rispetto al 2024.

A questi si aggiungono oltre 80 milioni di dollari incassati da accordi di transazione con società come ABC, CBS, Meta e YouTube, nonché 52 milioni di dollari derivanti dalla licenza del suo nome per sviluppi immobiliari all'estero, trainati principalmente da accordi con partner in Medio Oriente.

Tra gli altri redditi dichiarati figurano anche 4,7 milioni di dollari dalla vendita di orologi a marchio Trump, oltre a introiti derivanti dalla vendita di Bibbie, sneakers e altri oggetti di merchandising. La dichiarazione include, infine, anche le attività della first lady Melania Trump, che ha riportato oltre 10 milioni di dollari di proventi netti da un accordo di licenza legato al suo documentario biografico e più di 6 milioni di dollari da un altro accordo riguardante i suoi token non fungibili.

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