Ecco lo stipendio di John Elkann e dei manager Stellantis
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Redazione Economia
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Tra i nomi che spiccano nel panorama dei vertici di Stellantis, c’è ancora quello di Andrea Agnelli, nonostante abbia lasciato tutti gli incarichi il 12 aprile 2023. Il Gruppo automobilistico gli deve 62.644 euro, di cui 2.644 euro rappresentano fringe benefits, per il periodo in cui è stato membro del board, da gennaio fino alla sua uscita. Una cifra che, seppur significativa, appare modesta se confrontata con i compensi degli altri dirigenti della società, nata dalla fusione tra Fca e Psa.
John Elkann, presidente di Stellantis, guadagna una somma che supera di dieci volte quella del suo vice. Una disparità che riflette non solo il ruolo di leadership, ma anche la complessità delle responsabilità legate a un Gruppo che, con marchi come Fiat, Peugeot e Citroën, rappresenta uno dei colossi globali del settore automotive.
Carlos Tavares, ex CEO di Stellantis, ha lasciato il suo incarico all’inizio di dicembre, portando con sé una buonuscita di 12 milioni di euro. Una cifra importante, ma lontana dai 100 milioni che erano stati ipotizzati da alcune voci e che avevano scatenato polemiche. Il manager portoghese, che aveva guidato il Gruppo attraverso una fase di trasformazione verso l’elettrificazione e la riduzione dei costi, ha visto ridursi il suo compenso del 37%, attestandosi comunque su una trentina di milioni di euro. Un calo che riflette le difficoltà incontrate da Stellantis, che ha registrato una perdita del 70% nel suo piano strategico.
Intanto, nello stabilimento di Pomigliano d’Arco, i lavoratori hanno proclamato due ore di sciopero a fine turno, protestando contro quello che considerano un premio di produzione insufficiente. Il premio, quest’anno, ammonta a circa 600 euro lordi, una cifra che ha spinto le tute blu a scendere in campo con diverse ore di astensione dal lavoro. Le Rsa della Fiom hanno organizzato l’uscita anticipata per oggi, evidenziando un malcontento che si aggiunge alle tensioni già esistenti nel settore.




