Ferrari delusa a Singapore: una gara in gestione forzata per problemi ai freni
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Redazione Sport
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Il Gran Premio di Singapore sul tracciato di Marina Bay ha lasciato strascichi di amarezza a Maranello. I piloti della Ferrari hanno chiuso in posizioni di tutto rispetto, ma lontane dalle ambizioni, in una gara dove hanno dovuto amministrare le risorse più che competere.
Leclerc e i problemi all'impianto frenante
Charles Leclerc, sesto al traguardo, ha spiegato di aver dovuto gestire con estrema cautela i freni per tutta la durata della corsa. Una condizione che ha definito "non il massimo" e che ha limitato la sua spinta agonistica. La SF-25 ha mostrato i suoi limiti strutturali in un circuito tecnico come quello di Singapore, dove questi problemi atavici emergono in tutta la loro evidenza.
La frustrazione del team principal Vasseur
Il team principal Fred Vasseur ha parlato di una "frustrazione palpabile" che accomuna tutto il team. Ha affermato che negli ultimi due weekend, a Baku e Singapore, la squadra non è riuscita a estrarre il massimo potenziale dalla vettura. La sensazione predominante è quella di "non spingere" come si dovrebbe, nonostante gli enormi sforzi.
La penalità e i problemi di Hamilton
Lewis Hamilton, inizialmente settimo, è scivolato in ottava posizione dopo una penalità per aver superato i limiti della pista. Anche lui ha manifestato un problema ai freni nei giri conclusivi, un inconveniente che ha influito sul risultato. L'episodio si inserisce in un contesto più ampio di difficoltà tecniche della vettura, dalle questioni relative al plank alla gestione degli pneumatici.
Una squadra in difficoltà con lo sguardo al futuro
Il quadro è di una squadra che fatica a trovare soluzioni efficaci ai suoi mali cronici. Il lavoro a Maranello non sta producendo i frutti sperati mentre il campionato volge al termine. L'attenzione è in parte rivolta al futuro e al cambio regolamentare del 2026, ma le gare del presente restano un banco di prova impietoso. Quella di Singapore è stata una lunga esercitazione in gestione dei mezzi, dove la spinta aggressiva è stata un optional che i piloti in rosso non hanno potuto permettersi.




