La delusione di Elisa Longo Borghini dopo i Mondiali di Kigali
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Redazione Sport
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In un finale che ha ribaltato ogni pronostico, i Mondiali di ciclismo su strada a Kigali hanno incoronato una regina inattesa: la canadese Magdeleine Vallieres. La sua fuga solitaria ha portato a compimento la corsa più imprevedibile della storia iridata. Elisa Longo Borghini, reduce da una stagione di altissimo livello e tra le grandi favorite, ha chiuso al quindicesimo posto, a oltre un minuto e mezzo dalla vincitrice.
Le dichiarazioni a caldo di Longo Borghini
Un esito amaro, che l'atleta ha commentato con lucidità e autoaccusa immediatamente dopo il traguardo. "È stata una gara molto strana", ha esordito, attribuendosi ogni responsabilità. "Ringrazio le mie compagne perché loro hanno corso bene, quella che non ha corso bene sono stata io". La sua delusione era palpabile quando ha definito la sua prestazione "la peggior gara della mia vita", aggiungendo di aver perso la corsa "in maniera sciocca".
La paralisi tattica delle big
La competizione ha seguito un copione paradossale. Le capitane, invece di lottare per la vittoria, hanno ingaggiato un braccio di ferro tattico, immobilizzando il gruppo delle favorite. Come riportato dai cronisti, l'olandese Demi Vollering avrebbe sintetizzato l'atteggiamento di stallo dicendo a Liane Lippert "Tira tu, che tiro io". Questo gioco di attese, che ha coinvolto tutte le big da Katarzyna Niewiadoma a Pauline Ferrand-Prévot, ha finito per favorire l'azione solitaria e coraggiosa di Vallieres.
Il déjà-vu di Tokyo 2021
Quanto accaduto a Kigali rievoca in maniera speculare il finale delle Olimpiadi di Tokyo 2021, quando trionfò un'altra outsider, l'austriaca Anna Kiesenhofer. Anche in quell'occasione, le cicliste più blasonate, troppo concentrate sui reciproci movimenti, permisero a una fuggitiva di giocarsi il tutto per tutto. Magdeleine Vallieres ha interpretato alla perfezione lo stesso ruolo, approfittando di una paralisi collettiva.




