Escursionista fiorentino di 58 anni muore in una caduta sul Jôf di Montasio
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Redazione Interno
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Un tragico incidente ha scosso nel pomeriggio di ieri il gruppo montuoso del Jôf di Montasio, nelle Alpi Giulie, dove un escursionista originario di Firenze ha perso la vita dopo essere precipitato per circa duecento metri. L'uomo, che secondo le prime ricostruzioni avrebbe inciampato perdendo l'equilibrio, faceva parte di una comitiva di tredici persone e stava affrontando la discesa lungo il sentiero che collega Forca Disteis al Bivacco Suringar, quando è finito in un profondo canalone sotto le pareti di Torre Disteis.
La dinamica dell'incidente e l'allarme
Il dramma si è consumato intorno alle 13.40 in un tratto particolarmente esposto del sentiero CAI 663c, a una quota di circa 2.200 metri, in un'area che ricade tra i territori comunali di Chiusaforte e Dogna. Secondo quanto emerso dalle prime verifiche, l'escursionista di 58 anni, mentre stava scendendo verso Forca Disteis, avrebbe perso il controllo a causa di un inciampo, precipitando per circa 200 metri fino a fermarsi su una cengia rocciosa alla base di un salto di roccia.
I compagni di escursione, impotenti di fronte alla caduta, hanno immediatamente lanciato richieste di aiuto, le cui grida sono state udite da altri escursionisti presenti nella zona, che hanno provveduto a contattare il Nue 112 per attivare i soccorsi. La zona dell'incidente, caratterizzata da una morfologia impervia e da una copertura telefonica non sempre costante, ha reso le comunicazioni tra la centrale operativa e le squadre di soccorso particolarmente complesse fin dalle prime fasi dell'emergenza.
Le operazioni di soccorso e il recupero
La Sala operativa regionale per l'emergenza sanitaria (Sores) ha attivato tempestivamente un articolato dispositivo di soccorso, mobilitando la stazione di Cave del Predil del Soccorso Alpino, la Guardia di Finanza, i Vigili del Fuoco e l'elisoccorso regionale. Il primo elicottero sanitario ha raggiunto la zona dell'incidente e ha calato con il verricello, attraverso un cavo di circa 60 metri, un tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino fino alla cengia dove giaceva il 58enne.
Subito dopo è stato verricellato anche il medico di bordo, ma per l'escursionista fiorentino non c'era ormai più nulla da fare, e il personale sanitario ha potuto soltanto constatarne il decesso.
Per procedere al recupero della salma, le operazioni si sono svolte in due fasi, richiedendo l'impiego di entrambi gli elicotteri dell'elisoccorso regionale: dopo l'autorizzazione del magistrato alla rimozione della salma, sono stati trasportati sul posto altri quattro soccorritori dal campo base allestito ai Piani del Montasio, che hanno completato il recupero affidando poi la salma alle pompe funebri.
Le difficoltà in una zona impervia
L'incidente mette in luce le criticità legate alla sicurezza in alta montagna, specialmente in un ambiente suggestivo ma insidioso come quello del Jôf di Montasio. La conformazione del terreno e la scarsa copertura telefonica nella zona hanno rappresentato un ostacolo significativo per le comunicazioni e per la gestione delle operazioni di soccorso, che hanno richiesto un impegno notevole di mezzi e personale specializzato.
Il fatto che l'escursionista non avesse con sé documenti ha reso inizialmente difficile la sua identificazione, sebbene le fonti lo abbiano indicato come un uomo di nazionalità italiana, originario della Toscana e di circa 60 anni. La comitiva di tredici persone di cui faceva parte, dopo il dramma, ha atteso il rientro dei soccorritori ai Piani del Montasio.
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