Indi Gregory, la piccola italiana che la Gran Bretagna non lascia partire

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Indi Gregory, una bambina di otto mesi affetta da una rarissima malattia mitocondriale, è stata condannata dall’Alta Corte di Londra alla sospensione dei trattamenti vitali. Nonostante sia ora cittadina italiana, la Gran Bretagna impedisce il suo trasferimento in Italia, al Bambino Gesù di Roma, per tentare una cura della sua rara malattia genetica. I giudici hanno deciso che deve morire e negano persino che possa farlo a casa sua con i suoi cari vicini.

Se i medici dell’ospedale di Nottingham autorizzassero il trasferimento di Indi Gregory in Italia, per lei ci sarebbe un posto pronto a Passoscuro. È in quel centro che il Bambino Gesù ospita i bambini che hanno bisogno di cure palliative, cioè le cure destinate ai pazienti che non possono guarire dalla loro malattia, ma che hanno diritto a vivere nel modo migliore possibile i giorni che a loro restano.

L’Alta Corte britannica ha sentenziato: Indi Gregory si spegnerà nelle prossime ore, nell’ospedale dove è ricoverata in Inghilterra o in un hospice. E non in Italia. La decisione, che porta la firma del giudice Robert Peel, stabilisce che proseguire a tenere in vita con la ventilazione artificiale la bambina, affetta da una grave e incurabile patologia mitocondriale, sarebbe un accanimento terapeutico che le procurerebbe solo altra sofferenza.

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