Sir Perugia, la statistica che premia (quasi sempre) chi vince gara-1 e l’avvertimento di Russo per la ‘battaglia’ di Piacenza

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il calendario compresso dei playoff non concede tregua, e così, a dispetto della fatica accumulata nel primo atto, i Block Devils si preparano già a scendere nuovamente in campo domani sera al PalaBancaSport. Il successo per 3-1 conquistato nel giorno di Pasquetta davanti al pubblico amico del PalaBarton ha consegnato a Perugia il fattore psicologico del vantaggio, ma la storia recente insegna che, in una semifinale scudetto, tale circostanza – seppur statisticamente favorevole – non rappresenta mai una garanzia di approdo alla finale. D’altronde, i numeri relativi al cammino della Sir nell’era moderna dei playoff parlano chiaro: in otto precedenti occasioni in cui la formazione umbra ha centrato il successo nella prima sfida, ben sette volte ha poi festeggiato la qualificazione all’atto conclusivo del campionato. L’unica, significativa, eccezione a questa regola risale proprio alla scorsa stagione, quando, nonostante la vittoria in gara-1, la squadra dovette poi cedere il passo nella serie a Civitanova Marche, un campanello d’allarme che gli spogliatoi non hanno dimenticato. A testimoniare la necessità di mantenere alta la tensione ci ha pensato il centrale Roberto Russo, il quale, analizzando la prestazione, ha sottolineato come, al di là del risultato positivo, vi siano ampi margini di miglioramento: «Siamo stati un po’ spreconi, in battuta e a muro abbiamo fatto molti errori, dobbiamo stare più concentrati in questi fondamentali», ha dichiarato l’azzurro, invitando poi i compagni a non commettere l’errore di sottovalutare la reazione di Piacenza, reduce da una prova in cui ha dovuto fare a meno di un elemento importante come Mandiraci.

L’attesa per gara-2 e il monito di Ben Tara: “Non pensare troppo avanti”

Se Perugia cerca la fuga decisiva, Piacenza è chiamata a una reazione d’orgoglio per evitare che la serie scivoli via su un doppio binario pericoloso. La squadra di Boninfante, trascinata dalla monumentale prova del cubano Robertlandy Simon (autore di 19 sigilli), ha dimostrato di poter mettere in seria difficoltà i Block Devils, specialmente nella fase break point dove gli emiliani hanno collezionato 9 muri vincenti. La consapevolezza di giocare tra le mura amiche rappresenta per i padroni di casa un fattore da sfruttare appieno, nella speranza di ritrovare al meglio anche le energie dell’opposto Mandiraci, la cui assenza si è fatta sentire nell’economia del primo scontro diretto. Dall’altra parte della rete, l’mvp di gara-1 Wassim Ben Tara – autore di 19 punti con il 64% di efficacia offensiva – ha provato a blindare la mentalità del gruppo, ricordando come ogni partita abbia una storia a sé e come l’approccio alla seconda sfida debba prescindere dal risultato della prima. «L’importante è giocare ogni partita e non pensare troppo avanti», ha spiegato l’opposto tunisino, aggiungendo che la chiave per il successo sarà tenere la stessa attenzione e aggressività dimostrate lunedì, «perché loro – ha avvertito Ben Tara riferendosi agli avversari – saranno ancora più carichi giocando davanti ai loro tifosi». Il fattore campo, insomma, si appresta a diventare un’arma a doppio taglio per una Piacenza che, per restare aggrappata alla serie (al meglio delle cinque gare), è obbligata a vincere per ristabilire la parità prima del fatidico viaggio di ritorno in Umbria.

L’altra semifinale: Civitanova sotto pressione, Verona a caccia del break decisivo

Mentre l’asse Perugia-Piacenza tiene banco, l’altra semifinale scudetto presenta uno scenario altrettanto avvincente, seppur diametralmente opposto per quanto riguarda lo stato di salute psicologica delle contendenti. La Rana Verona, grazie a un perentorio 3-0 inflitto alla Lube Civitanova al Pala AGSM AIM, si è guadagnata il diritto di sognare in grande forte di un vantaggio pesantissimo in trasferta. Il team di Fabio Soli – lo stesso tecnico che lo scorso anno ha vinto lo scudetto sulla panchina di Trento – ha dimostrato una superiorità disarmante nei momenti caldi, sfruttando una battuta semplicemente devastante (9 ace contro i 3 marchigiani) e la verve del solito Noumory Keita, nominato mvp del match. Per Civitanova, vicecampione d’Italia in carica, il quadro è drammaticamente diverso. Reduce da tre sconfitte consecutive subite senza portare a casa un solo set (le ultime due in Champions contro lo Zawiercie), la formazione di coach Medei rischia di vedere compromessa la sua intera stagione già nella gara di questa sera all’Eurosuole Forum. L’unica nota positiva per i marchigiani, se così si può definire, arriva dalla prestazione del giovane opposto bulgaro Aleksandar Nikolov, autore di 20 punti, ma apparso troppo isolato in un contesto di squadra che ha perso lucidità dopo il sanguinoso primo set perso ai vantaggi (34-32). In quell’occasione, Civitanova era riuscita a costruirsi un margine di ben cinque lunghezze (14-19), salvo poi sciogliersi come neve al sole nel momento decisivo, un copione che il pubblico di casa spera non venga replicato.

L’appello della Lube e la necessità di invertire la rotta

La sfida in programma stasera alle 20.30 rappresenta quindi uno snodo cruciale per le ambizioni di entrambe le formazioni, ma lo è soprattutto per la Cucine Lube, che si trova con le spalle al muro dopo il ko in Veneto. Il tecnico Giampaolo Medei ha lanciato un messaggio chiaro ai suoi, parlando di «poca lucidità» e chiedendo a gran voce un cambio di mentalità: «Questa è l’ennesima volta che ne parliamo, è ora di tirare fuori le nostre qualità tecniche ma anche gli attributi», ha tuonato l’allenatore, consapevole che senza un immediato scatto d’orgoglio la serie potrebbe già chiudersi anzitempo. A farsi carico della responsabilità di trascinare l’ambiente ci ha pensato Mattia Bottolo, schiacciatore civitanovese, il quale ha ammesso di avere ancora negli occhi gli errori di gara-1, ma ha subito ribadito la necessità di voltare pagina. «In gara-2 – ha spiegato Bottolo – sarà indispensabile scendere in campo con la stessa determinazione, ma dovremo restare lucidi e consapevoli dei nostri mezzi nelle situazioni di vantaggio». Lo schiacciatore ha inoltre lanciato un accorato appello ai tifosi, chiedendo loro di non voltare le spalle alla squadra in questo momento di difficoltà, perché «il calore dei Predators ci spinge a osare di più e a prenderci rischi che a volte si rivelano decisivi». Dall’altra parte, Fabio Soli si aspetta una reazione furiosa dagli avversari, prevedendo una battuta decisamente più efficace rispetto a gara-1 e un attacco più ficcante; Verona, dal canto suo, dovrà cercare di mettere in tasca l’emozione del primo successo e migliorare la partenza, per evitare di subire l’urto psicologico del PalaEurosuole.

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