Gaza, mancano farmaci, pazienti mandati via
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Redazione Esteri
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A Gaza, enclave palestinese, la situazione sanitaria è drammatica. Medici Senza Frontiere (MSF) lancia l'allarme: le restrizioni israeliane continuano a ostacolare gravemente la capacità di fornire assistenza medica. Gli aiuti umanitari che riescono a entrare nella Striscia hanno raggiunto un livello minimo, con conseguenze critiche per la salute di chi ha bisogni medici urgenti. Con l'arrivo dell'inverno, si prevede un aumento dei casi legati alla carenza di cibo, acqua e rifugi adeguati.
L'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA) ha sospeso la consegna degli aiuti attraverso il valico di Kerem Shalom, tra Israele e Gaza, a causa dei saccheggi da parte di bande armate. Philippe Lazzarini, capo dell'UNRWA, ha dichiarato su X che la strada per uscire dal valico non è sicura da mesi. Il 16 novembre, un grande convoglio di camion di aiuti umanitari è stato derubato, e ieri alcuni tir carichi di cibo hanno subito la stessa sorte.
La situazione è resa ancora più critica dal fatto che, nel mese di novembre, solo 1400 camion di aiuti sono riusciti a entrare a Gaza, un numero insufficiente rispetto alle necessità della popolazione. Gli abitanti della Striscia si trovano senza cibo, senza acqua e senza medicine, in condizioni disumane. La sospensione degli aiuti da parte dell'UNRWA rappresenta un ulteriore colpo per una popolazione già duramente provata.
In questo contesto, MSF avverte che l'arrivo dell'inverno porterà a un aumento dei casi medici legati alla malnutrizione e alla mancanza di risorse essenziali. Le restrizioni israeliane, che continuano a ostacolare l'ingresso degli aiuti umanitari, aggravano ulteriormente la situazione.




