Gaza, riprendono gli aiuti umanitari attraverso il valico di Kerem Shalom

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Dopo una sospensione durata mesi, Israele ha riaperto il valico di Kerem Shalom, consentendo a decine di camion carichi di aiuti umanitari di raggiungere la Striscia di Gaza. Giovedì mattina, nuovi convogli hanno varcato il confine, trasportando cibo, medicinali e beni di prima necessità, mentre le autorità israeliane hanno confermato che già mercoledì un centinaio di mezzi erano entrati nell’enclave palestinese. Il blocco, in vigore da marzo, aveva ulteriormente aggravato una crisi umanitaria definita "catastrofica" da organizzazioni internazionali.

Medici Senza Frontiere, attraverso la voce della responsabile Martina Marchiò, ha lanciato un allarme drammatico: «Siamo alla fine della corsa», ha dichiarato, sottolineando l’urgenza di un cessate-il-fuoco e di un afflusso massiccio di aiuti. Le parole della rappresentante di Msf risuonano in un contesto segnato da carestia, bombardamenti e un sistema sanitario al collasso, dove anche le Nazioni Unite temono che le distribuzioni possano essere ostacolate da saccheggi o restrizioni militari.

L’apertura del valico, seppure parziale, rappresenta una tregua temporanea in una strategia che alcune organizzazioni non governative accusano di essere parte di un disegno più ampio. L’Api, in un comunicato, ha denunciato quella che definisce una "politica deliberata" volta a strangolare Gaza, combinando operazioni militari e carestia indotta. Sebbene Israele neghi qualsiasi intento sistematico contro i civili, i numeri della crisi parlano chiaro: la popolazione, già stremata da anni di assedio e conflitti ciclici, si trova ora sull’orlo del baratro.

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