Unicredit sale al 20% in Commerzbank mentre attende il Tar sul golden power
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Redazione Economia
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Mentre l’Europa si prepara a respingere l’uso del golden power da parte dell’Italia sull’offerta pubblica di scambio (Ops) lanciata da Unicredit su Banco Bpm, la banca guidata da Andrea Orcel ha compiuto un nuovo passo avanti in Germania, convertendo in azioni circa il 10% della sua posizione sintetica su Commerzbank. Un’operazione che, come ha precisato il gruppo, è stata autorizzata dalle competenti istituzioni, tra cui la Banca centrale europea e la Federal Reserve, portando la quota effettiva al 20%.
La mossa, però, non è stata accolta con favore a Berlino. Il ministero delle Finanze tedesco ha ribadito la propria opposizione, definendo «non amichevole» l’approccio di Unicredit e confermando il sostegno all’indipendenza di Commerzbank. «La posizione del governo non cambia», ha dichiarato una portavoce, sottolineando come lo Stato tedesco intenda mantenere la propria linea.
Intanto, a Bruxelles si valuta la possibilità di bocciare l’intervento italiano sul golden power, ma con tempistiche che evitino frizioni dirette con Roma. La decisione, secondo fonti ben informate, potrebbe arrivare solo dopo la chiusura dell’offerta su Banco Bpm, prevista per il 23 luglio. Un ritardo che, se da un lato allontana lo scontro istituzionale, dall’altro lascia Unicredit in attesa di un verdetto cruciale per i suoi piani di consolidamento.
Nel frattempo, la banca non ha rinunciato a muoversi su altri fronti. Oltre all’acquisizione di quote in Commerzbank, ha rafforzato la propria posizione in vista di possibili sviluppi giudiziari e regolatori. Un doppio binario, dunque, tra l’attesa del Tar e l’avanzata in Germania, che dimostra come Orcel stia giocando una partita complessa, bilanciando pressioni politiche e strategie finanziarie.




