Berlino attacca Unicredit, il Tar decide entro il 16 luglio

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre il governo tedesco ribadisce la sua opposizione alla mossa "non coordinata e ostile" di Unicredit su Commerzbank, in Italia si attende il verdetto del Tar del Lazio sul ricorso presentato dalla banca guidata da Andrea Orcel contro le prescrizioni imposte dall’esecutivo nell’ambito dell’operazione su Banco Bpm. La sentenza, che potrebbe arrivare anche prima della scadenza fissata al 16 luglio, stabilirà se l’esercizio del golden power da parte di Roma sia stato legittimo o meno.

Intanto, a Piazza Affari, Unicredit vola con un +3,94%, portando il valore delle azioni a 60,94 euro, sull’onda dell’annuncio della conversione della posizione sintetica del 9% in Commerzbank. Una manovra che, "a tempo debito", porterà la quota di diritti di voto al 29%, nonostante le resistenze di Berlino. "Abbiamo preso atto del passo di Unicredit", ha dichiarato un portavoce del ministero delle Finanze tedesco, "ma la nostra posizione rimane ferma: respingiamo un approccio non concordato".

Sul fronte italiano, invece, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha evitato di pronunciarsi, limitandosi a un evasivo "non posso parlarne" quando interrogato sul golden power. Una cautela comprensibile, visto che la decisione del Tar potrebbe influenzare non solo l’acquisizione di Banco Bpm, ma anche i futuri equilibri del settore bancario.

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