Banche, il Tar dà ragione a Unicredit: l'Ops su Banco Bpm resta bloccata

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La partita tra Unicredit e Banco Bpm si arricchisce di un nuovo capitolo, con il Tribunale amministrativo del Lazio che ha respinto il ricorso presentato dalla banca presieduta da Giuseppe Castagna, confermando così la sospensione dell’offerta pubblica di scambio (Ops) voluta da Andrea Orcel. Una decisione che, se da un lato mantiene in stand-by l’operazione, dall’altro offre all’istituto di Piazza Gae Aulenti ulteriori argomenti per contrastare le resistenze del governo sul golden power.

Lo scorso 20 maggio, la Consob aveva imposto uno stop di 30 giorni all’Ops, motivandolo con la necessità di verificare gli effetti dell’operazione sul mercato. Banco Bpm aveva reagito presentando un ricorso al Tar, sostenendo che il blocco avrebbe causato un «pregiudizio grave e irreparabile». Ma i giudici, nella sentenza depositata ieri, hanno ritenuto infondata questa tesi, sottolineando come la sospensione non paralizzi completamente l’attività della società target. «Non è stata dimostrata l’esistenza di un danno irreversibile», si legge nella motivazione, che accoglie in buona parte le argomentazioni difensive avanzate sia da Consob che da Unicredit.

La vicenda si intreccia con il nodo del golden power, sul quale Bruxelles ha chiesto chiarimenti all’Italia. In una lettera inviata lo scorso 23 maggio, la direzione generale europea per la Concorrenza ha espresso perplessità sulla decisione del governo di applicare lo strumento di difesa strategica a un’acquisizione tra due banche italiane. «Non è chiaro – si legge nella missiva – come questa operazione possa minacciare la sicurezza pubblica». Un passaggio che, secondo alcuni osservatori, potrebbe indebolire la posizione di Roma e rafforzare quella di Unicredit, che ha sempre sostenuto l’inconsistenza dei rischi legati alla propria offerta.

Intanto, Banco Bpm ha fatto sapere di «prendere atto» della sentenza, evitando toni polemici. Ma il fronte giudiziario resta aperto: oltre al ricorso al Tar, l’istituto guidato da Orcel ha presentato un’istanza alla Commissione Ue per contestare l’invocazione del golden power da parte dell’esecutivo italiano. Una mossa che, se dovesse trovare sostegno a Bruxelles, potrebbe ribaltare gli equilibri di un negoziato finora condotto all’insegna della tensione.

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