Banco Bpm prepara il ricorso al Tar contro la proroga Consob sull’Ops di Unicredit

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I legali di Banco Bpm sono al lavoro per definire il ricorso al Tar del Lazio contro la decisione della Consob di rinviare di trenta giorni l’offerta pubblica di scambio lanciata da Unicredit. Fonti vicine alla banca lasciano intendere che il ricorso potrebbe essere presentato già prima del consiglio di amministrazione convocato per martedì 27 maggio a Verona, segnando un’accelerazione nella risposta giudiziaria a quello che viene percepito come un ostacolo ingiustificato.

La Consob, lo scorso 21 maggio, ha concesso a Unicredit una sospensione dell’Ops – inizialmente fissata per fine maggio – a causa delle incertezze legate all’esercizio della golden power da parte del governo, su cui la banca guidata da Andrea Orcel ha chiesto la riapertura del procedimento in autotutela. Una mossa che ha scatenato la reazione di Banco Bpm, decisa a contestare quello che considera un trattamento squilibrato, mentre il clima tra le parti si fa sempre più teso.

Lo scontro politico-istituzionale e le parole di Savona lo scontro sull’operazione Unicredit-Bpm ha ormai travalicato i confini della finanza, trasformandosi in un braccio di ferro istituzionale che coinvolge il governo Meloni, la Consob e gli equilibri del sistema bancario italiano. Al centro delle polemiche c’è anche Paolo Savona, presidente della Consob, attaccato frontalmente da Fratelli d’Italia per la gestione del caso. «Se non sono gradito, me ne vado», ha dichiarato Savona in un’intervista, lasciando trapelare il malessere per le pressioni politiche.

Intanto, Lucio Malan, capogruppo di FdI al Senato, torna a far discutere con una proposta costituzionale: «Bisogna scrivere nero su bianco che i genitori sono un uomo e una donna», ha affermato, criticando la sentenza della Corte costituzionale che di fatto riconosce diritti alle coppie omogenitoriali. Una presa di posizione che riaccende il dibattito sui diritti civili, mentre la maggioranza cerca di tenere uniti i fronti su economia e politica estera.

Prigionieri civili liberati: lo scambio Russia-Ucraina in un raro momento di distensione, Russia e Ucraina hanno completato il più ampio scambio di prigionieri dall’inizio della guerra, con 390 persone rilasciate da ciascuna parte. Le immagini diffuse dalle autorità russe mostrano i primi civili rientrati nella regione di Kursk, accolti da familiari in lacrime. Lo scambio, mediato da negoziatori internazionali, potrebbe proseguire nei prossimi giorni, anche se il conflitto continua a mietere vittime.

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