Banco Bpm attacca la Consob: "Sospensione Ops di Unicredit provvedimento abnorme"
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Redazione Economia
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La decisione della Consob di bloccare per trenta giorni l’offerta pubblica di acquisto (Ops) lanciata da Unicredit su Banco Bpm ha scatenato la reazione durissima della banca di piazza Meda, che definisce il provvedimento «abnorme» e «in contrasto con la prassi dell’autorità». Secondo quanto reso noto, Banco Bpm ritiene che la sospensione – motivata dalla necessità di concedere a Unicredit ulteriori trenta giorni per chiarire con il governo le condizioni poste dal golden power – non tenga conto «degli interessi della banca, del mercato e degli azionisti». Per questo, l’istituto guidato da Giuseppe Castagna ha annunciato che intende adottare «ogni opportuna iniziativa presso le sedi competenti», pur senza specificare quali.
La mossa della Consob, che di fatto congela l’Ops fino a quando Unicredit non avrà concluso i colloqui con l’esecutivo sui vincoli imposti alla scalata, è stata interpretata da Banco Bpm come un atto «di assoluta gravità». Sebbene il regolatore abbia agito nell’ambito delle sue prerogative, rinviando l’operazione per consentire il necessario dialogo con le istituzioni, la banca milanese insiste sul fatto che il provvedimento rischi di alterare le dinamiche di mercato, danneggiando non solo gli investitori ma anche la stabilità dell’istituto stesso.
Da parte sua, Unicredit – che ha base a piazza Gae Aulenti – non ha ancora replicato pubblicamente alle accuse, ma è probabile che sfrutterà il mese aggiuntivo per cercare di superare gli ostacoli posti dal golden power, strumento con cui lo Stato può opporsi a operazioni ritenute sensibili per la difesa nazionale o gli interessi strategici del Paese. Quel che è certo è che il braccio di ferro, oltre a ritardare un’eventuale fusione, rischia di inasprire ulteriormente i rapporti tra i due gruppi bancari, già tesi dopo le prime indiscrezioni sull’acquisizione.




