Banco Bpm contro Unicredit, la battaglia per l'Ops
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Il consiglio di amministrazione di Banco Bpm, riunitosi ieri sera, ha deciso di opporsi fermamente all'offerta pubblica di scambio (Ops) lanciata da Unicredit. Quest'ultima, depositata alla Consob la scorsa settimana, è stata definita "congrua" dal ceo di Unicredit, Andrea Orcel, nonostante la rivalutazione dovuta all'Opa su Anima e alle speculazioni di mercato. Tuttavia, l'amministratore delegato di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, ha risposto duramente, affermando che l'operazione non riconosce un premio, come confermato dal giudizio del mercato.
Banco Bpm ha quindi chiesto l'intervento della Consob, sostenendo che il prezzo dell'Ops di Unicredit è inappropriato e che non vi è alcun premio. L'esposto, firmato da tre legali esterni, mira ad accertare se l'offerta di scambio da 10,1 miliardi sia corretta o se debba essere considerata "improcedibile". La banca milanese ha pianificato una serie di mosse difensive contro l'Ops, utilizzando le tempistiche, gli strumenti e le modalità previste dalla legge.
La battaglia tra Banco Bpm e Unicredit si fa sempre più intensa. L'istituto guidato da Castagna ha deciso di inoltrare un esposto alla Consob, firmato dai legali Michele Carpinelli, Filippo Troisi e Andrea Zoppini, chiedendo all'authority di stabilire l'improcedibilità dell'Ops di Unicredit. Banco Bpm ha bocciato l'offerta pubblica di scambio di Unicredit, definendola una "mossa strumentale", e ha presentato un esposto alla Consob per valutare se l'Ops sia stata correttamente lanciata e se vi siano i presupposti per procedere o se debba essere fermata.
La situazione tra Banco Bpm e Unicredit è in continua evoluzione, con entrambe le parti che cercano di difendere i propri interessi e di ottenere il miglior risultato possibile.




