Il Var e quella “autopsia” sul gol annullato: la Cremonese si ferma sullo 0-0, Giampaolo parla di esami postumi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nel pomeriggio dello Zini, teatro di una trentatreesima giornata di Serie A che si è conclusa senza reti, il pareggio tra Cremonese e Torino – lo ricorderete – lascia strascichi più amari del solito per i padroni di casa. I grigiorossi, schierati con il consueto 4-4-2 che mister Marco Giampaolo ha cercato di rendere più propositivo dopo l’intervallo, hanno dovuto fare i conti con un verdetto tecnologico che ha di fatto spento la loro illusione più bella. Per vedere il primo tiro in porta dei granata, guarda caso, bisogna aspettare il recupero della ripresa; un dato statistico che fotografa perfettamente l’inerzia della sfida, dominata dalla squadra lombarda nonostante il muro eretto dagli ospiti.

L’urlo strozzato di Baschirotto e la lente del protocollo

L’episodio che ha acceso gli animi, come spesso accade quando si parla di protocolli e soggettività arbitrali, arriva poco dopo l’ora di gioco. Il difensore Federico Baschirotto, scattando sul secondo palo, infila di testa la sfera alle spalle di Paleari, scatenando la gioia delle tribune. Una gioia, però, destinata a durare meno di centoventi secondi: l’arbitro Fabbri, richiamato dai suoi collaboratori in sala Var (La Penna e Dovere), si dirige verso il monitor a bordo campo. La decisione, dopo un’analisi approfondita, è netta: la rete viene annullata per un fallo del difensore sul portiere. Il regolamento, in particolare la regola numero 12, stabilisce che quando l’estremo difensore ha il controllo del pallone – anche se la presa non è ancora saldissima – l’avversario non può contrastarlo. Secondo il direttore di gara, Paleari aveva le dita sul cuoio prima dell’impatto di Baschirotto, trasformando quella che sembrava una giocata vincente in un’infrazione sanzionabile.

“Un’autopsia su quell’azione”: la metafora amara di Giampaolo

A fine gara, ai microfoni di Dazn, il tecnico della Cremonese ha offerto un’immagine tanto efficace quanto cupa per descrivere i minuti di attesa e la revisione al Var. Giampaolo, evitando giudizi roventi ma lasciando trasparire tutto il suo scetticismo, ha dichiarato che in quella situazione più che un controllo sembrava ci fosse “un’autopsia su quell’azione di gioco”. “Andiamo a cercare il motivo per cui il malato è defunto”, ha aggiunto il mister, convinto che Baschirotto fosse arrivato prima sul pallone rispetto allo stesso portiere avversario. Un’immagine forte, quella della medicina legale applicata al calcio, che fotografa la frustrazione di una squadra che cerca disperatamente punti salvezza e si vede negare la gioia per un dettaglio – la frazione di secondo in cui una mano tocca la sfera – che ai più appare infinitesimale.

La grande occasione fallita e la classifica che resta corta

Al di là della moviola, la prestazione della Cremonese merita una lettura più ampia. La squadra di Giampaolo, reduce da due ko consecutivi (Bologna e Cagliari), ha reagito mostrando carattere e spirito di sacrificio, pur senza riuscire a concretizzare il predominio territoriale. Bonazzoli, il più attivo dei suoi, ha impensierito Paleari con un paio di conclusioni insidiose, mentre nel finale è stato il portiere Audero a salvare il risultato per i suoi con un intervento decisivo sul contropiede di Kulenovic, evitando la beffa. Il pareggio, comunque, muove la classifica: i grigiorossi salgono a quota 28 punti, portandosi a +1 sulla zona calda che attualmente occupa il Lecce. Un bottino magro, però, per chi ha speso così tanto in termini di energia e tensione nervosa, con la difficile trasferta di Napoli (venerdì prossimo) che si avvicina come un esame cruciale.

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