Giampaolo e l’autopsia del gol annullato: “Per me Baschirotto arriva prima”
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Redazione Sport
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La trentatreesima giornata di Serie A, che ha già preso una piega ben precisa per quanto riguarda i destini dello Scudetto – complici il passo falso del Napoli in casa contro la Lazio e la conseguente fuga solitaria dell’Inter – ha regalato allo Zini un pareggio dal sapore amaro per la formazione di Marco Giampaolo. Il confronto tra la Cremonese e il Torino, terminato a reti bianche (0-0), ha lasciato strascichi di polemica tecnica, concentrati quasi esclusivamente su un episodio arbitrale che ha privato i grigiorossi della gioia del vantaggio. Nel dettaglio, è stato annullato un gol a Baschirotto: una decisione, questa, che ha spinto l’allenatore di casa a utilizzare una metafora piuttosto cruda e inusuale nel lessico calcistico per esprimere il proprio dissenso sull’eccessivo tecnicismo dell’intervento del Var.
Marco Giampaolo, analizzando la prestazione della sua squadra al termine del match, ha speso parole di apprezzamento per l’impegno e la crescita mostrata nel corso dei novanta minuti, non nascondendo tuttavia un velo di amarezza per l’occasione persa. "Mi sembra l’autopsia a un’azione di gioco", ha dichiarato il tecnico ripreso dai colleghi di Tuttomercatoweb -1-3, utilizzando una frase che calza perfettamente per descrivere la dissezione televisiva a cui sono sottoposti ormai quasi tutti i contatti in area di rigore. "Andiamo a cercare il motivo per cui il malato è defunto", ha aggiunto Giampaolo, chiarendo come, a suo avviso, si sia trattato di un’analisi fin troppo meticolosa di una giocata che nel calcio "vero" avrebbe potuto avere un seguito diverso. Secondo la sua lettura, suffragata dalla visuale dell’azione, Baschirotto sarebbe arrivato prima sul pallone rispetto al portiere avversario Paleari, un dettaglio che per l’allenatore avrebbe dovuto spostare l’ago della bilancia dalla parte della sua squadra.
La preoccupazione del primo tempo e la reazione nell’intervallo
L’episodio del gol annullato, per quanto determinante per il morale e la classifica, non ha però oscurato del tutto l’analisi più ampia di una gara che la Cremonese ha faticato a imbrigliare almeno nella prima frazione. Giampaolo, che siede sulla panchina grigiorossa da circa un mese, ha raccontato di aver percepito una tensione emotiva palpabile nei suoi giocatori già alla vigilia, un nervosismo che si è tradotto in un approccio contratto al match contro i granata. "Ieri mattina ho ravvisato un po’ di preoccupazione, ma è normale per chi lotta per certi obiettivi", ha spiegato l’allenatore, sottolineando come il peso psicologico della salvezza rischi talvolta di paralizzare le gambe dei calciatori più sensibili.
Proprio questa consapevolezza – e la volontà di rompere un’inerzia negativa che rischiava di ripetersi – ha spinto Giampaolo a una reazione veemente durante l’intervallo. "Nella pausa mi sono arrabbiato moltissimo con la squadra", ha ammesso il tecnico, rivendicando però il merito di aver smosso le acque. La Cremonese vista nella ripresa, seppur sterile sotto porta, è apparsa più coraggiosa, più propensa a prendersi dei rischi offensivi e meno succube dell’avversario. Un cambio di marcia, questo, che l’allenatore ha interpretato come un segnale positivo in ottica futura, nonostante il rammarico per i due punti lasciati per strada.
Scelte tattiche e il recupero in vista del Napoli
Nel mirino delle critiche post-partita è finita anche la gestione di alcune situazioni offensive, in particolare l’impiego di Sanabria e la mancata sostituzione del paraguaiano con Djuric. Giampaolo ha difeso le proprie scelte, definendo Sanabria "un giocatore tecnicamente forte" ma che necessita di fiducia. Ha poi giustificato l’ingresso tardivo di Djuric (negli ultimi dieci minuti) con l’abbassamento del baricentro del Torino, una fase in cui serviva un attaccante abile nel gioco aereo per pungere una difesa chiusa. L’allenatore ha inoltre sottolineato come la squadra abbia creato le occasioni per vincere, citando l’esempio di Bondo, che avrebbe dovuto tirare, e di Bonazzoli, che invece avrebbe forse dovuto contenere l’impeto.
Lo sguardo, adesso, è già proiettato alla prossima insidiosissima trasferta in casa del Napoli, reduce dalla sconfitta che ha di fatto spento le speranze di Scudetto. "Siamo in un momento della stagione in cui bisogna guardare poco in faccia l’avversario", ha tuonato Giampaolo, rifiutando l’etichetta di vittima sacrificale. Pur riconoscendo il valore degli azzurri, il tecnico ha ribadito che "nel calcio può succedere di tutto" e che la Cremonese scenderà al Maradona con l’ambizione di raccogliere un risultato positivo. Sul fronte dell’infermeria, non arriva invece la notizia del recupero di Vardy, mentre è previsto il rientro di Maleh, che ha scontato il turno di squalifica.




