Samsung, utili record da 80 miliardi: il boom dei chip per l’IA

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Samsung Electronics prevede utili operativi record per circa 80 miliardi di dollari nel terzo trimestre del 2026, grazie alla forte domanda di chip di memoria destinati all’intelligenza artificiale. Il colosso sudcoreano ha annunciato una crescita di quasi nove volte rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, raggiungendo il risultato trimestrale più elevato mai registrato da un’azienda tecnologica. Una performance senza precedenti, sostenuta dall’espansione degli investimenti nelle infrastrutture informatiche necessarie allo sviluppo dei sistemi di IA.

Profitti in aumento del 782% e ricavi più che raddoppiati

Le stime preliminari diffuse l’8 ottobre indicano un utile operativo di 107.400 miliardi di won, equivalente a circa 80,2 miliardi di dollari, con un incremento del 782% su base annua. Il risultato supera leggermente le aspettative degli analisti raccolte da Lseg, che prevedevano 106.100 miliardi di won. Il gruppo conferma così la propria capacità di beneficiare dell’espansione del mercato dei semiconduttori, dopo una serie di trimestri caratterizzati da risultati finanziari particolarmente elevati.

Anche il fatturato dovrebbe raggiungere un nuovo massimo, attestandosi a 195.000 miliardi di won, circa 117 miliardi di euro, con una crescita del 127% rispetto al corrispondente periodo del 2025. Il confronto con l’anno precedente evidenzia un’accelerazione particolarmente marcata: allora il risultato operativo si era fermato a 12.170 miliardi di won. Le cifre annunciate rappresentano comunque previsioni aziendali e non risultati definitivi. In particolare, riguardano l’utile operativo, che non coincide con l’utile netto dopo imposte e altre componenti finanziarie.

La domanda di memorie per l’intelligenza artificiale spinge i guadagni

Alla base della crescita si trova soprattutto il settore dei semiconduttori, nel quale il produttore asiatico occupa una posizione di primo piano a livello mondiale. La diffusione dei sistemi di intelligenza artificiale ha aumentato il fabbisogno di componenti capaci di gestire grandi quantità di dati e alimentare infrastrutture di calcolo sempre più potenti. Tra i prodotti maggiormente richiesti figurano le memorie ad alta larghezza di banda, conosciute con la sigla HBM, utilizzate insieme ai processori avanzati nei sistemi dedicati all’elaborazione dei modelli di IA.

L'aumento degli ordini ha contribuito a creare una situazione di offerta limitata rispetto alla richiesta, favorendo il rialzo dei prezzi. Il fenomeno interessa anche le memorie DRAM e NAND, impiegate in numerosi dispositivi elettronici e nei centri di elaborazione dati. Per i produttori, la combinazione tra maggiori volumi commercializzati e quotazioni più elevate si è tradotta in un forte incremento della redditività. L’espansione delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale ha quindi avuto effetti anche sulle componenti tradizionali, oltre che sui prodotti più sofisticati.

Il titolo perde il 2,42% a Seul nonostante il primato

La reazione degli investitori è stata però negativa. Alla Borsa di Seul, le azioni del gruppo hanno chiuso la seduta in calo del 2,42%, nonostante risultati superiori alle previsioni e una crescita eccezionale rispetto all’anno precedente. Il mercato guarda soprattutto alla sostenibilità degli attuali margini di profitto, alimentati da prezzi delle memorie particolarmente elevati. Tra i fattori di attenzione figurano il rischio di un rallentamento degli investimenti nell’intelligenza artificiale e l'aumento della concorrenza nel settore dei semiconduttori.

Le vendite di chip rappresentano inoltre soltanto una parte delle attività del gruppo, presente anche nei mercati degli smartphone, degli elettrodomestici e della produzione di semiconduttori per conto di altre aziende. Alcune di queste divisioni hanno registrato difficoltà legate all’aumento dei costi e alla pressione sui margini, mostrando un andamento differente rispetto al comparto delle memorie. Il peso assunto da quest’ultimo nei risultati finanziari evidenzia quanto la domanda proveniente dai grandi operatori dell’intelligenza artificiale incida ormai sulla redditività complessiva del produttore.

La giornata negativa ha coinvolto anche la taiwanese Tsmc, le cui azioni hanno perso l’1,35% dopo la comunicazione di ricavi trimestrali record. Per Samsung, il calendario finanziario prevede la pubblicazione dei risultati completi il 29 ottobre, con il dettaglio dei contributi delle singole divisioni. La comunicazione preliminare è stata elaborata secondo i principi contabili coreani K-IFRS e indica un intervallo stimato per l’utile operativo compreso tra 107.300 e 107.500 miliardi di won.

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