Esenzione dal Pos per mostre e spettacoli: i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'Agenzia delle Entrate, attraverso il provvedimento Prot. n. 424470 dello scorso 31 ottobre, ha dettagliato le modalità tecniche per l'integrazione obbligatoria fra i dispositivi per i pagamenti elettronici e i registratori di cassa, una disposizione che, com'è noto, entrerà in vigore a partire dal primo gennaio 2026. L'obiettivo di questa innovazione, che deriva dall'attuazione della legge 30 dicembre 2024, n. 207, è quello di garantire una piena interazione tra la fase di registrazione dei corrispettivi e quella dell'incasso tramite carte di pagamento, creando un flusso di dati automatico e certificato. Una novità che, se da un lato mira a modernizzare il sistema, dall'altro introduce un controllo incrociato le cui prime comunicazioni preventive sono attese già all'inizio del nuovo anno.

Le attività escluse dall'obbligo

In un contesto di regole stringenti, l'Amministrazione finanziaria ha tuttavia delimitato con precisione i confini dell'obbligo, stabilendo delle esenzioni significative. Sono infatti escluse dal vincolo di collegamento le imprese che svolgono attività spettacolistiche e quelle ad esse assimilate, come l'organizzazione di mostre ed esposizioni. Una precisazione che assume un rilievo particolare per tutti gli operatori di un settore, quello culturale e dell'intrattenimento, spesso caratterizzato da gestioni complesse e flussi di cassa discontinui. A costoro, pertanto, non sarà richiesto di adeguare i propri sistemi per allineare il terminale Pos al registratore telematico, potendo continuare a operare secondo le modalità finora consentite.

Il trattamento delle associazioni no profit

Un ulteriore e fondamentale chiarimento è giunto poi con la risposta ad interpello n. 298/E del 27 novembre 2025, la quale ha espressamente escluso dall'obbligo anche le associazioni no profit che organizzano eventi rientranti nell'attività descritta nella Tabella C del D.P.R. n. 633/1972. La disposizione, che avrebbe potuto rappresentare un onere amministrativo e tecnico di non semplice gestione per realtà basate spesso sul volontariato, viene dunque a essere delimitata, lasciando fuori dalla sua sfera di applicazione un ampio ventaglio di manifestazioni e iniziative di carattere sociale e culturale. Si tratta di una delimitazione che, di fatto, riconosce la specificità del mondo del non profit, evitando di gravarlo con adempimenti potenzialmente onerosi.

Il controllo automatico e le sue implicazioni

Per tutti gli altri soggetti commerciali, invece, il 2026 si prospetta come l'anno del controllo automatico. Il sistema, una volta a regime, sarà infatti in grado di confrontare i dati trasmessi dai registratori telematici con quelli provenienti dalle transazioni elettroniche, segnalando quasi in tempo reale ogni discordanza. L'Agenzia ha già annunciato l'invio di comunicazioni preventive a partire da gennaio, una mossa che segna un cambio di passo nell'attività di verifica, sempre più affidata all'elaborazione incrociata delle informazioni. Un meccanismo che, se da un lato offre chiarezza, dall'altro richiede una precisione assoluta nelle registrazioni, poiché qualsiasi difformità potrebbe innescare un accertamento.

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