Gasolio, i Tir siciliani verso il fermo dal 15 al 20 ottobre

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I camion siciliani si preparano a restare fermi nei piazzali per sei giorni. Il coordinatore del Comitato dei trasportatori siciliani, Salvatore Bella, ha annunciato che il fermo dei mezzi è fissato «possibilmente dal 15 al 20 ottobre», precisando che non ci saranno blocchi stradali o portuali: «Ci fermeremo nei nostri piazzali, senza blocchi. Non faremo niente in attesa che la Regione trovi una soluzione».

La decisione arriva all’indomani di un incontro con il dipartimento Trasporti e l’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò, concluso senza un’intesa sul decreto contro il caro-carburanti. «Abbiamo detto alla Regione di cercare una soluzione, un’alternativa perché noi col gasolio a 2 euro e 40 non possiamo più mettere in moto i nostri camion, non possiamo più lavorare», ha aggiunto Bella.

Il nodo dei ristori e il limite del “super de minimis”

Il punto di attrito riguarda le modalità di erogazione dei 15 milioni di euro stanziati dalla Regione Siciliana lo scorso maggio, con contributi fino a 50 mila euro per impresa. Secondo quanto emerso dal confronto, il decreto attuativo prevede l’erogazione tramite la norma europea del “super de minimis”, un regime che consente aiuti di importo limitato alle aziende che hanno già esaurito il plafond ordinario di 300.000 euro. Bella ha spiegato che «la maggior parte dei nostri associati potrà beneficiare solo del super de minimis pari a 50 mila euro avendo già esaurito il plafond di 300. 000 euro ordinari», con la conseguenza che «di questi 15 milioni di euro stanziati dal governo regionale potremmo usufruirne in modo limitato». Il Comitato ha deciso all’unanimità che lo stato di agitazione permane in attesa di soluzioni alternative.

La posizione dell’assessore Aricò

L’assessore Aricò, al termine dell’incontro con i rappresentanti della categoria e i tecnici del dipartimento, ha annunciato che la Regione chiederà una deroga al regime del “super de minimis” per erogare un contributo pari al 70 per cento del maggior costo del carburante, parametrato ai prezzi di febbraio, per il periodo compreso tra il 1° marzo e il 31 ottobre.

«La Regione intende erogare tutti i 15 milioni di euro per sostenere la categoria dei trasportatori colpiti da questa grave crisi», ha dichiarato Aricò, precisando che il governo regionale proporrà all’Assemblea regionale siciliana un ulteriore stanziamento anche per gli anni successivi. L’assessorato punta inoltre a intensificare le interlocuzioni con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per accelerare l’erogazione delle tranche dell’incentivo “Sea modal shift”.

Il fronte degli agricoltori

Sul fronte agricolo, l’associazione Agrisat ha annunciato per lunedì 28 settembre il blocco dello scorrimento veloce Palermo-Agrigento all’altezza di Bolognetta. «Siamo pronti a un’azione di forza, stante il silenzio devastante della politica sulla questione carburanti, e sulla crisi che sta travolgendo il comparto cerealicolo, vitivinicolo, oleario e ortofrutticolo siciliano», ha dichiarato il presidente Franco Calderone, spiegando che le richieste di convocazione all’assessore all’Agricoltura Luca Sammartino e al presidente della Regione Renato Schifani sono rimaste senza risposta.

Il carburante agricolo ha superato 1,70 euro al litro.

Il quadro nazionale e i prezzi in Sicilia

La protesta siciliana si inserisce in un contesto di tensione che coinvolge l’intero comparto dell’autotrasporto. A livello nazionale, Trasportounito stima che ogni mese manchino 250 milioni di euro dalle casse delle imprese di autotrasporto a causa del mancato adeguamento delle tariffe all’aumento del gasolio.

Il segretario generale Giulio Stoppa ha definito la situazione «un’emergenza nazionale in grado di paralizzare l’intero sistema produttivo e distributivo del Paese», chiedendo l’approvazione di un decreto-legge urgente sul fuel surcharge che renda automatico l’adeguamento del corrispettivo del trasporto. Sul versante dei prezzi, il gasolio self in Sicilia ha raggiunto una media di 2,239 euro al litro, il valore più elevato tra le regioni italiane secondo l’elaborazione Codacons sui dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy.

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