Terremoto ai Campi Flegrei: paura e danni dopo la scossa di magnitudo 4.4
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Redazione Interno
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Nella notte tra mercoledì 12 e giovedì 13 marzo, una scossa di terremoto di magnitudo 4.4 ha scosso Napoli e Pozzuoli, generando panico tra la popolazione. Il sisma, avvertito distintamente alle 1:25, ha costretto migliaia di persone a riversarsi in strada nonostante la pioggia battente, mentre in alcuni quartieri si registravano danni a edifici e veicoli. A Bagnoli, nella zona est di Napoli, il crollo di un controsoffitto in un’abitazione ha alimentato ulteriormente la tensione, mentre in altre aree calcinacci caduti hanno sfondato i parabrezza delle auto parcheggiate.
L’epicentro del terremoto è stato localizzato nei Campi Flegrei, un’area vulcanica attiva da tempo monitorata per il fenomeno del bradisismo, che provoca lento sollevamento o abbassamento del suolo. Proprio a causa di questa attività, l’Ippodromo di Agnano ha deciso di sospendere l’accesso al pubblico nelle aree tribune, in attesa di verifiche strutturali. La Società Ippodromi Partenopei, attraverso una nota del presidente Pier Luigi D’Angelo, ha comunicato che l’area resterà chiusa fino al completamento degli accertamenti tecnici, necessari per garantire la sicurezza delle strutture.
Intanto, sui social network, il cantante napoletano Geolier ha voluto lanciare un messaggio di resilienza, rispondendo a chi ha ironizzato sull’accaduto. «Abbiate l’umiltà di ammirarci anche questa volta mentre affrontiamo qualcosa di più grande di noi, vincendo sempre», ha scritto in una storia su Instagram, ribadendo un concetto già espresso in precedenza: «Napoli non trema». Le sue parole, se da un lato hanno rinfrancato molti, dall’altro hanno acceso un dibattito sulla capacità della città di reagire alle emergenze.
Momenti di tensione si sono registrati anche all’esterno dell’ex base Nato di Bagnoli, dove centinaia di persone, in cerca di un rifugio sicuro dopo il sisma, hanno forzato i cancelli per accedere all’area. Alcuni cittadini hanno sottolineato come, in situazioni di emergenza, spazi di questo tipo dovrebbero essere resi immediatamente disponibili per l’accoglienza. Le immagini dei cancelli divelti e della folla radunata all’esterno hanno fatto il giro del web, alimentando ulteriormente il dibattito sulla gestione delle crisi nel territorio.




