Cantù, Gabriele Pennati muore a 17 anni in moto mentre torna da scuola

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un pomeriggio qualunque, la fine delle lezioni, la strada di casa da percorrere in sella alla propria moto. È lo scenario in cui si è consumata la tragedia che ha spezzato la vita di Gabriele Pennati, studente di diciassette anni al liceo Fermi di Cantù, in provincia di Como. Il ragazzo è deceduto mercoledì pomeriggio, poco dopo le 14, in seguito ai gravissimi traumi riportati in un incidente stradale avvenuto nel centro della città comasca, mentre rientrava nella frazione di Vighizzolo dove abitava.

La dinamica dell'incidente in via Ariberto da Intimiano

Secondo quanto ricostruito finora dagli agenti della polizia locale di Cantù, il giovane stava percorrendo via Ariberto da Intimiano in sella alla sua moto Ktm, dopo aver attraversato piazza Garibaldi e imboccato la strada in discesa che conduce verso la periferia cittadina. Proprio all'altezza dell'incrocio con viale Madonna, si è verificato il contatto con una Volkswagen Touran che si stava immettendo sulla carreggiata. Nell'urto, il diciassettenne ha perso l'equilibrio ed è caduto rovinosamente a terra, battendo violentemente sull'asfalto.

Le fonti divergono su alcuni dettagli della dinamica, ma ciò che appare certo è che il contatto con lo specchietto laterale dell'auto ha fatto perdere al ragazzo il controllo del mezzo, facendolo finire tra il marciapiede e la sede stradale. Immediati sono scattati i soccorsi: sul posto sono giunte l'automedica del 118, due ambulanze della Croce Rossa e l'elisoccorso, decollato da Milano. I sanitari hanno trovato il giovane in arresto cardiocircolatorio e hanno iniziato le manovre di rianimazione sul posto, proseguendole durante il trasporto in codice rosso all'ospedale di Circolo di Varese.

Nonostante gli sforzi dei medici, il diciassettenne è deceduto pochi minuti dopo il ricovero. Nel corso dell'intervento è stata assistita anche una donna di cinquantatré anni che si trovava alla guida dell'auto coinvolta, la quale ha accusato un malore ed è stata soccorsa in codice verde.

Il dolore del liceo Fermi e della famiglia

Gabriele Pennati frequentava la quinta classe del liceo scientifico Enrico Fermi, indirizzo di scienze applicate, e aveva iniziato l'ultimo anno scolastico poche settimane prima. La dirigente dell'istituto, Maria Anzani, ha espresso il cordoglio della scuola con parole di profondo sgomento: «Siamo sconvolti – ha dichiarato – Un bravissimo ragazzo, che aveva fatto tutto il proprio percorso nella nostra scuola. In questo terribile momento ci stringiamo alla famiglia, ai suoi compagni e ai professori». Il ragazzo era entrato al Fermi nel 2022 e in estate avrebbe affrontato l'esame di maturità.

La notizia della sua morte ha rapidamente raggiunto l'ambiente scolastico, dove compagni e insegnanti avevano seguito con apprensione le prime notizie sulle sue condizioni, sperando fino all'ultimo in un esito diverso.

Le indagini della procura di Como

La procura di Como ha aperto un'indagine per omicidio stradale, coordinata dal magistrato Simone Pizzotti. Gli investigatori hanno sequestrato l'auto coinvolta, la moto del giovane e il telefono cellulare della conducente del veicolo, acquisito per gli accertamenti del caso. La polizia locale di Cantù ha effettuato i rilievi planimetrici sul luogo dell'incidente per ricostruire con esattezza la sequenza dei fatti e stabilire eventuali responsabilità.

Via Ariberto da Intimiano, dove si è verificato lo schianto, è una strada in forte pendenza che dal centro storico scende verso la frazione di Vighizzolo, caratterizzata da un senso unico di marcia e da incroci con vie laterali che immettono sulla carreggiata principale. Il tratto interessato dall'incidente si trova in prossimità dell'intersezione con viale Madonna, un punto in cui la visibilità e la precedenza sono regolate dalla segnaletica stradale.

La ricostruzione della giornata

La mattinata di Gabriele era trascorsa normalmente tra i banchi di scuola. Al termine delle lezioni, insieme ad alcuni amici e compagni di classe, aveva intrapreso il percorso di ritorno verso casa, un tragitto che conosceva bene e che percorreva quotidianamente. Da via Giovanni XXIII, dove si trova l'ingresso del liceo Fermi, il gruppo aveva attraversato il cuore della città, passando per piazza Garibaldi, prima di dividersi lungo le rispettive destinazioni. Per il diciassettenne, originario della frazione di Vighizzolo, mancavano ormai pochi minuti all'arrivo quando si è consumato l'impatto.

La strada che porta alla frazione è un percorso abituale per gli studenti del Fermi che risiedono in quella zona, un tragitto breve ma segnato da una successione di incroci e immissioni che richiedono particolare attenzione, soprattutto nelle ore di punta all'uscita da scuola.

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