Cantù, Gabriele Pennati muore a 17 anni in moto mentre torna dal liceo Fermi
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Redazione Interno
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Un pomeriggio di fine settembre, l'ennesima tragedia sulle strade del Comasco. Gabriele Pennati, studente di 17 anni, è morto mercoledì 30 settembre 2026 a Cantù, in provincia di Como, in seguito ai gravi traumi riportati in uno scontro tra la sua moto e un'automobile. Il ragazzo stava rientrando a casa dopo le lezioni al liceo scientifico "Enrico Fermi", dove frequentava la quinta classe. L'incidente è avvenuto poco dopo le 14 in via Ariberto da Intimiano, nel tratto di senso unico compreso tra piazza Garibaldi e la frazione di Vighizzolo, dove il giovane risiedeva.
La dinamica dell'impatto
Secondo le prime ricostruzioni fornite dalla polizia locale di Cantù, il diciassettenne viaggiava in sella alla propria moto Ktm quando è entrato in contatto con una Volkswagen Touran che si stava immettendo sulla carreggiata da una via laterale. L'urto ha fatto perdere l'equilibrio al giovane, che è finito rovinosamente sull'asfalto, tra la strada e il marciapiede. Alla guida dell'auto c'era una donna di 53 anni, rimasta illesa e soccorsa in codice verde.
I rilievi per chiarire l'esatta dinamica e le responsabilità sono affidati agli agenti della polizia locale, che hanno gestito anche la viabilità nella zona.
I soccorsi e il decesso in ospedale
Le condizioni di Gabriele Pennati sono apparse subito disperate. I sanitari del 118 lo hanno trovato in arresto cardiocircolatorio e hanno avviato le manovre di rianimazione sul posto, proseguendole durante il trasporto. Il ragazzo è stato elitrasportato in codice rosso all'ospedale di Circolo di Varese, dove è giunto in condizioni critiche. Pochi minuti dopo il ricovero, i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti anche un'automedica e due ambulanze della Croce Rossa di Cantù e dell'Sos di Lurago d'Erba.
Il liceo Fermi e la città del mobile
Il Liceo Statale "Enrico Fermi" di Cantù, istituto che il giovane frequentava, è stato istituito con decreto del Presidente della Repubblica l'11 agosto 1979, dopo un lungo percorso di autonomia dalla sede comasca di origine. La scuola, che comprende indirizzi scientifico, scienze applicate, linguistico e classico, rappresenta un punto di riferimento formativo per l'intera area della Brianza comasca.
Cantù, d'altra parte, è universalmente nota come la "Città del Mobile": la lavorazione artistica del legno vi si sviluppò a partire dalla prima metà dell'Ottocento, favorita dalla vicinanza del mercato milanese e dall'istituzione, nel 1882, della prima Scuola d'Arte per l'arredamento sorta in Italia.
Una strada di rientro
La via teatro dell'incidente, intitolata ad Ariberto da Intimiano, collega il centro storico di Cantù con la zona collinare che conduce verso Vighizzolo. Si tratta di un percorso abitualmente attraversato da studenti e pendolari nelle ore di punta del primo pomeriggio, quando le lezioni terminano e il traffico si intensifica. La segnalazione dell'incidente mortale è stata trasmessa alla procura di Como, che valuterà gli elementi raccolti dagli inquirenti.
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