Futurismo e politica, una celebrazione controversa

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, si è inaugurata la mostra "Il tempo del Futurismo", un evento che ha suscitato non poche polemiche. La destra di governo, infatti, ha deciso di celebrare i futuristi, considerandoli innovatori, proprio come loro. Tuttavia, questa operazione rischia di ripetere quanto accaduto con Tolkien, quando la destra cercò di appropriarsi della figura dell'autore del "Signore degli Anelli".

Alla rassegna, che ha visto un doppio lancio, mattina e sera, non era presente Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, che invece aveva partecipato alla mostra dedicata a Tolkien. Durante l'evento, l'attore e regista Massimiliano Finazzer Flory ha portato in scena una lettura teatrale tratta dai manifesti futuristi, richiamando le "serate futuriste" in cui Marinetti e i suoi compagni declamavano i loro testi.

La mostra, che si apre nell'ottantesimo anniversario della scomparsa di Filippo Tommaso Marinetti, fondatore del movimento futurista, è stata accolta con entusiasmo da alcuni e con scetticismo da altri. Marinetti, che nel suo celebre manifesto dichiarava di voler distruggere musei, biblioteche e accademie, probabilmente avrebbe apprezzato, con il beneficio del dubbio, questa celebrazione del Futurismo.

Giordano Bruno Guerri, profondo conoscitore del periodo, ha difeso la necessità della mostra, nonostante le polemiche. Secondo lui, è indispensabile, pur con tutte le sue pecche, e rappresenta un'importante occasione per vedere tante opere insieme.

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