L'omicidio di Sofia Stefani: un paese in lutto e un ex comandante sotto accusa
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Il mistero della pistola:
Un collega di Giampiero Gualandi, ex comandante della polizia municipale, ha fornito un dettaglio che potrebbe essere cruciale per le indagini sull'omicidio di Sofia Stefani. Secondo questo collega, Gualandi non era obbligato a portare l'arma, in quanto svolgeva ruoli amministrativi nella Casa Gialla. Questo particolare infittisce il mistero sulla pistola usata da Gualandi il 16 maggio, quando è partito il colpo che ha trasformato un presunto alterco negli uffici di piazza Giovanni XXIII nell'omicidio di Sofia Stefani.
L'accusa al giudice:
Secondo il gip di Bologna Domenico Truppa, è ragionevole ritenere che Gualandi avesse già in mente di uccidere Sofia Stefani. L'uomo, ossessionato da Sofia da alcuni mesi, avrebbe impugnato la pistola e premuto il grilletto per chiudere definitivamente i conti con la giovane agente. Gualandi, ex comandante dei vigili urbani di 62 anni, è attualmente in carcere per l'omicidio della 33enne Sofia Stefani, uccisa da un colpo sparato dalla sua pistola d'ordinanza.




