Tragedia a Chioggia, furgone di braccianti finisce in un canale: tre morti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   All’alba di oggi, una frazione del comune di Chioggia è stata teatro dell’ennesima, dolorosa mattanza silenziosa che insanguina il settore agricolo italiano, dove un furgone carico di lavoratori – nove in tutto, tutti di nazionalità marocchina – è improvvisamente uscito di strada per precipitare nelle gelide acque di un canale adiacente alla carreggiata. Il mezzo, un minivan che secondo una prima ricostruzione dei fatti stava viaggiando provenendo presumibilmente da Cavanella Po, trasportava i braccianti verso una ditta di Ca’ Lino, località costellata da aziende ortofrutticole, con l’obiettivo di avviare la raccolta del radicchio, senza però mai raggiungerla. Dello schianto, le cui cause rimangono al vaglio degli inquirenti, hanno perso la vita tre uomini: il conducente, di 33 anni, e due braccianti entrambi venticinquenni, tutti di origine marocchina e residenti nella zona, da dove erano partiti poche ore prima per l’abituale turno di fatica nei campi.

Il recupero dei corpi e il lavoro sul posto della polizia locale

Sul luogo della tragedia, dove il muretto laterale è stato trovato sfondato e immediatamente transennato dagli agenti, sono accorsi i soccorsi che hanno potuto solo constatare il decesso dei tre occupanti del furgone – le cui lamiere contorte, una volta estratte dall’acqua, hanno rivelato l’entità dell’urto – mentre gli altri sei lavoratori a bordo sono rimasti miracolosamente illesi. La polizia locale, dopo aver completato i rilievi del caso, ha provveduto al sequestro del furgoncino, che verrà ora sottoposto a perizia tecnica per verificare eventuali malfunzionamenti meccanici o altre concause che potrebbero aver contribuito all’uscita di strada. Il canale dell’idrovora Sant’Anna, che costeggia la carreggiata in quel punto, è stato drenato per permettere le operazioni di recupero del dell’autista e dei due giovani braccianti, operazioni che si sono protratte per diverse ore sotto lo sguardo attonito dei residenti e dei colleghi sopravvissuti.

Vite spezzate all’alba, tra radicchio, carote e cipolle

Le tre vittime, come emerso dalle prime verifiche, stavano per iniziare una giornata qualunque – una di quelle fatte di curve spezzate, gelo mattutino e silenzio, prima che il sole sorga sui campi – quando il minivan si è inabissato. Erano pronti a raccogliere radicchio, ma anche carote e cipolle, secondo quanto riferito da alcune fonti presenti nella zona; eppure li attendeva invece il fondo di un canale, chiusi tra le lamiere di un veicolo che avrebbe dovuto solo accompagnarli al lavoro. Nessuno dei superstiti, almeno per il momento, ha saputo fornire una versione chiara e unanime della dinamica: l’ipotesi più accreditata resta quella di un improvviso malore del conducente trentatreenne, oppure un’ostruzione della visibilità dovuta alla nebbia, fenomeno frequente in quelle ore nella bassa padovana. Non si esclude, tuttavia, un’eventuale distrazione o un colpo di sonno, anche se gli investigatori mantengono il massimo riserbo.

La cornice giudiziaria e la rimozione dei mezzi incidentati

La procura della Repubblica, che ha già aperto un fascicolo per omicidio stradale, ha disposto il sequestro del tratto di strada dove si è verificato lo schianto, oltre che del furgone, per consentire una ricostruzione tridimensionale della traiettoria seguita dal mezzo prima di sfondare il parapetto. Gli accertamenti tossicologici sul dell’autista – come avviene ormai di prassi in questi casi – saranno eseguiti nelle prossime ore, mentre i sei lavoratori sopravvissuti, tutti nordafricani residenti poco distante dalla zona dell’incidente, sono stati trasferiti in una struttura protetta per essere ascoltati dagli inquirenti. Il muretto in cemento armato, crollato sotto l’impatto, è stato provvisoriamente sostituito con barriere mobili in attesa di una ricostruzione definitiva, mentre il canale è tornato lentamente al suo livello ordinario, quasi a voler cancellare ogni traccia di quella che rimane – numeri alla mano – una delle pagine più buie di questa stagione agricola.

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