Montezemolo: "Antonelli era della Ferrari, ma Arrivabene disse no"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Luca Cordero di Montezemolo torna a parlare del talento che sta dominando il Mondiale di Formula 1 e lo fa senza nascondere un retrogusto amaro. In una lunga intervista concessa al quotidiano spagnolo AS, l'ex presidente della Ferrari riavvolge il nastro di una trattativa mai concretizzata, quella che avrebbe potuto portare Andrea Kimi Antonelli a Maranello quando il pilota bolognese era poco più che un bambino. «Ciò che mi dispiace è che la Ferrari abbia avuto modo di ingaggiarlo e non lo ha fatto», racconta Montezemolo, rievocando il lavoro del "team giovani" affidato a Massimo Rivola.

«Lui aveva già Antonelli in Ferrari, ma Maurizio Arrivabene disse di no. Perché? Troppo giovane».

Il rimpianto di un'occasione sfumata

La ricostruzione offerta dall'ex numero uno del Cavallino getta una luce diversa sul percorso che ha portato il classe 2006 a vestire i colori della Mercedes. Secondo Montezemolo, la decisione di non puntare su Antonelli in età così precoce fu dettata dalla preoccupazione per una pressione ritenuta insostenibile. «Non sapevo che Hamilton fosse entrato in McLaren a dodici anni. Di recente, il figlio di Kimi Raikkonen ha firmato un contratto con la Red Bull a undici anni», osserva, prima di aggiungere che forse è andata meglio così: «Un italiano così giovane alla guida di una Ferrari avrebbe dovuto affrontare una pressione terribile». Il ragionamento si estende alla gestione complessiva dei giovani talenti, un ambito in cui i criteri di selezione sono profondamente mutati rispetto al passato, con simulatori e analisi dati che hanno assunto un peso determinante nelle scelte dei team.

Senna, il sogno proibito mai realizzato

Nel corso della stessa intervista, Montezemolo riporta alla memoria anche un altro grande rimpianto della sua gestione sportiva. «Ayrton Senna? Voleva venire alla Ferrari, e noi volevamo ingaggiarlo. Era il mio sogno proibito, poi tutto è saltato», confessa. Il brasiliano, scomparso a Imola nel 1994, rappresenta ancora oggi una delle occasioni mancate più dolorose nella storia recente della scuderia.

Montezemolo non nasconde l'ammirazione per Michael Schumacher, che con la Rossa conquistò cinque titoli iridati consecutivi, definendolo il numero uno insieme a Niki Lauda e Fernando Alonso. Il presente, tuttavia, offre uno spettacolo meno gratificante per chi ha guidato la Ferrari per oltre vent'anni: «Oggi non vince, ma non è nemmeno competitiva. In F1 bisogna avere un'organizzazione perfetta e un leader forte. Oggi, visto dall'esterno, credo che manchi leadership».

La stagione super di Antonelli con Mercedes

Il pilota italiano, intanto, continua a scrivere pagine indelebili del suo primo vero anno da protagonista assoluto. Con 292 punti in classifica, Antonelli guida il Mondiale con 81 lunghezze di vantaggio su George Russell, 101 su Lewis Hamilton e 106 su Lando Norris. Il bottino stagionale parla di otto Gran Premi vinti su quattordici disputati, un ruolino di marcia che ha pochi precedenti per un pilota alla seconda annata nella categoria regina.

Tra i successi spicca la rimonta di Monza, dove il bolognese è partito dal diciannovesimo posto in griglia per effetto di una penalità legata alla sostituzione di componenti della power unit, completando una delle rimonte più spettacolari dell'anno. Il trionfo sul circuito brianzolo ha avuto anche un significato storico, riportando un pilota italiano sul gradino più alto del podio a Monza dopo sessant'anni.

Un talento cresciuto lontano da Maranello

Il percorso di Antonelli nelle categorie minori era stato tutt'altro che anonimo. Due titoli europei CIK-FIA nella categoria OK nel 2020 e nel 2021, la Formula 4 italiana e la Formula 4 ADAC nel 2022, la Formula Regional Middle East e la Formula Regional Europea nel 2023: un palmarès che aveva attirato l'attenzione dei principali team sin dalle prime battute. Il debutto in Formula 1 con la Mercedes è arrivato nel 2025, in una stagione di apprendistato priva delle aspettative che normalmente accompagnano un esordiente in un top team.

«Ha debuttato senza troppe responsabilità l'anno scorso, ha avuto modo di crescere e migliorare, correggendo alcuni errori. Quest'anno, con una macchina migliore, ha dimostrato di essere molto bravo», riconosce Montezemolo, che pure non nasconde una punta di rammarico: «Sono un tifoso della Ferrari e faccio il tifo anche per lui».

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