Montezemolo: “Ferrari nel sangue, ma Antonelli è da sogno”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Luca Cordero di Montezemolo, l’uomo che ha presieduto la Ferrari nell’era delle 118 vittorie e dei 19 titoli mondiali, si è trovato a rispondere a una domanda che, per chi ha il Cavallino Rampante nel dna, suona quasi come un tradimento. “Presidente, in una lotta mondiale tra Antonelli e la Ferrari, per chi farebbe il tifo?”. Il quesito, volutamente provocatorio, gli è stato rivolto mentre calava la bandiera a scacchi su una lunga intervista concessa a “La politica del pallone”, il programma di Gr Parlamento condotto da Emilio Mancuso. E lui, con la schiettezza che gli si riconosce, non si è sottratto.

Un ragazzo spontaneo, forse il prossimo grandissimo

A poche ore dal trionfo del diciannovenne Andrea Kimi Antonelli nel Gran Premio del Giappone, Montezemolo ha speso parole che pesano come macigni nel circus della Formula 1. Il giovane bolognese, che già guida la classifica mondiale piloti e guadagna uno stipendio mensile da lasciare senza fiato per la sua età, ha incassato il plauso dell’ex presidente. «Antonelli è un ragazzo spontaneo e semplice – ha dichiarato – e credo abbia tutte le caratteristiche personali per diventare un grandissimo». Nessuna menzione alla tecnica, almeno in quella battuta: il punto, per Montezemolo, è la testa, quella dote così rara nei talenti precoci.

Il ricordo di Suzuka e il paragone con Lauda

Suzuka, per chi ha vissuto la Rossa negli anni d’oro, non è solo una pista. Montezemolo lo ha ricordato bene: «Mi rievoca tanti ricordi, ma soprattutto quell’ottobre del 2000 con il mondiale vinto da Schumacher. Fu un anno meraviglioso, ma non casuale». E qui il discorso si fa sottile, perché nel citare il passato – quello di un Lauda giovanissimo in Ferrari – l’ex presidente ha tracciato un ideale filo rosso. Antonelli, nelle sue parole, sembra possedere quella stessa miscela di semplicità e spavalderia che portò lontano altri fenomeni. Senza mai nominarlo direttamente come erede, Montezemolo ne ha descritto il profilo psicologico con la precisione di chi quei campioni li ha costruiti.

Tra cuore e ragione, il tifo resta diviso

Alla domanda su chi tiferebbe in un eventuale duello mondiale tra il giovane italiano (oggi alla Mercedes) e la sua ex squadra, Montezemolo non ha risposto con un nome. Ha lasciato che il ragionamento corresse su due binari paralleli: da una parte il sangue rosso Ferrari, dall’altra la consapevolezza che Antonelli rappresenta “un sogno” per il movimento italiano. Una posizione, la sua, che evita lo schieramento netto ma che tradisce un’ammirazione profonda. Il ragazzo di Bologna, dopo appena pochi Gran Premi da titolare, ha già dalla sua parte non solo i numeri, ma anche il giudizio di chi ha scritto la storia recente della categoria.

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