Antonelli-Ferrari: quella sliding door che poteva cambiare tutto

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Alzi la mano chi, alla vigilia del Gran Premio dell’Emilia-Romagna, avrebbe scommesso che il nome più atteso dai tifosi italiani non sarebbe stato quello di Charles Leclerc o Carlos Sainz, ma di Andrea Kimi Antonelli. Un paradosso, se si considera che la Ferrari, dopo il secondo posto nel mondiale Costruttori dello scorso anno, aveva apertamente puntato alla conquista di entrambi i titoli nel 2025. Obiettivo che, almeno finora, sembra essersi scontrato con i limiti della SF-25, lasciando spazio a riflessioni su ciò che avrebbe potuto essere.

La storia di Antonelli, infatti, è costellata di "se" e "ma". Scoperto da Giovanni Rivola, ex direttore dell’Accademia Ferrari, a soli 11 anni, il giovane pilota emiliano avrebbe potuto indossare il rosso già nelle categorie giovanili. Una sliding door che, invece, lo ha portato altrove: prima nel programma Mercedes, poi sotto i riflettori della Formula 1 come uno dei talenti più promettenti della sua generazione. Un percorso che Arrivabene, all’epoca team principal della Scuderia, non riuscì – o non volle – intercettare.

Proprio in questi giorni, mentre la F1 si prepara a tornare a Imola, Antonelli ha visitato il Centro Globale di Ricerca e Tecnologia Petronas alle porte di Torino, in occasione dei 15 anni di collaborazione tra il team di Brackley e il colosso petrolifero. Un’occasione per approfondire i legami tecnici che sostengono la sua crescita, lontano dai riflettori del circuito ma non per questo meno significativa. Intanto, la Repubblica di San Marino – cuore della Motor Valley – lo ha accolto con un pranzo istituzionale, durante il quale ha incontrato figure come Rossano Fabbri e Alessandro Bevitori, segretari di Stato per lo Sport e il Lavoro.

Tra un impegno e l’altro, Antonelli ha trovato il tempo di parlare con La Stampa, rivelando un dettaglio che pochi si aspetterebbero da un diciottenne sotto pressione: «Ci tengo a prendere la maturità, studio di sera». Quanto alla Ferrari, ha lasciato cadere un enigmatico «non si sa mai», senza aggiungere altro. Una frase che, in un altro contesto, avrebbe scatenato speculazioni. Oggi, però, è solo un’altra tessera di un mosaico che lo vede già proiettato altrove.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.