I vincitori della 82esima Mostra del cinema di Venezia
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La kermesse diretta da Alberto Barbera ha chiuso i battenti con la cerimonia di premiazione condotta da Emanuela Fanelli, che ha sancito il trionfo di Jim Jarmusch, premiato con il Leone d’oro per il miglior film per «Father Mother Sister Brother». L’opera del regista statunitense, che torna a Venezia a distanza di sei anni dal precedente «The Dead Don't Die», ha convinto la giuria presieduta da Alexander Payne con il suo carattere poetico e radicale, strutturato in tre episodi che esplorano, attraverso un cast internazionale che annovera Adam Driver e Charlotte Rampling, le dinamiche familiari più intime e misteriose.
Il Gran Premio della Giuria, invece, è andato a «The Voice of Hind Rajab» della regista tunisina Kaouther Ben Hania, pellicola che ha suscitato un ampio dibattito per il suo impatto narrativo e sociale. Il film, costruito attorno alla registrazione autentica della piccola palestinese che dà il titolo all’opera, si è imposto per la sua cruda e necessaria potenza, sebbene molti osservatori si aspettassero per esso il riconoscimento massimo, considerato il suo valore di testimonianza.
Tra gli altri premi principali, Benny Safdie si è aggiudicato il Leone d’argento per la miglior regia con «The Smashing Machine», mentre le Coppe Volpi per le interpretazioni sono andate a Toni Servillo, straordinario protagonista de «La grazia» di Paolo Sorrentino, e all’attrice cinese Xin Zhilei per «Rì guà zhōng tiān» di Cai Shangjun. Gianfranco Rosi ha ricevuto un Premio Speciale della Giuria per «Sotto le nuvole», confermando la sua centralità nel cinema del reale.




